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Meloni, Conte: «Quei festeggiamenti uno schiaffo agli italiani. Pronti per l'alternativa»

September 5, 2026

Presidente Conte, dove si trova? Lontano da Bari, è facile immaginare... Sorride al telefono il leader M5S, mentre in auto sta tornando a Roma dalla Calabria, dove ha partecipato all'incontro sul Mezzogiorno, con l'europarlamentare stellato Tridico e molti amministratori locali del centrosinistra, intitolato «Può l'Europa crescere senza le sue periferie?». Ha ascoltato per radio il discorso di Meloni e va subito all'attacco: «A me sembra - così dice mentre è quasi arrivato nella Capitale - che questi festeggiamenti siano uno schiaffo sulla faccia a tanti italiani in difficoltà». Ecco, un'offesa e uno spettacolo surreale: così Conte giudica l'evento di Fratelli d'Italia. «Alla luce di tutto questo e di tutto il resto, la nostra alternativa la stiamo preparando con particolare impegno. Tra poco avremo il programma, e crediamo molto nell'ascolto che ci daranno i cittadini sulle base delle cose che vogliamo e che possiamo fare». Non propaganda, ma proposte piene di contenuti e contrarie e vincenti: ecco la risposta contiana all'evento di Bari e all'attività del governo che continuerà da questo pit stop per il tagliando del record fino alle prossime elezioni che sono quasi dietro l'angolo. Conte, sembra aver avuto un gran successo però il festeggiamento dei 1413 giorni di Giorgia a Palazzo Chigi: non è così? «Non mi pare proprio. Sono celebrazioni boomerang, controproducenti per la stessa Meloni. Ricordare che guidi il governo più longevo della storia, mentre non hai portato a casa niente per il tuo Paese, non hai fatto riforme e non hai migliorato l'Italia e la vita dei cittadini, non fa che sottolineare la tua totale incapacità».

La produttività vantata dall'esecutivo, per Conte, è un racconto falsato. È sabbia negli occhi. Ma è possibile che non ci sia nulla ma proprio nulla di positivo, presidente Conte, in ciò che è stato fatto in quattro anni? Magari qualcosa di minimo e di non eclatante.... «Anche sforzandomi, non riesco a vedere cose ben fatte. Gli unici record di questo governo sono tutti negativi. In quattro anni, non sono stati in grado di fare una riforma che potesse migliorare questo Paese e in più hanno peggiorato la situazione del nostro tessuto produttivo. E hanno raggiunto il record di maggiore pressione fiscale e minima spesa sulla sanità tra i Paesi del G7». Incalza il leader stellato - mentre ancora ha nelle orecchie i discorsi sulla necessità dello sviluppo e della crescita del nostro Mezzogiorno che gli hanno fatto gli amministratori calabresi - e lo fa così: «Abbiamo crescita zero, siamo il fanalino di coda in Europa, e in questa situazione i costi per le famiglie sono altissimi». Scorre il paesaggio italiano mentre l'auto di Conte cammina sull'autostrada e questo è un paesaggio, dal punto di vista produttivo, sociale, culturale e politico, che nell'ottica dell'ex premier va aiutato a crescere con politiche diverse e con buone pratiche. «Altro che durata!», ragiona Conte: «Di questo governo gli italiani ricorderanno solo i fallimenti e i tradimenti come quelli sul blocco navale, le prese in giro su pensioni minime e legge Fornero e sull'abolizione delle accise».

La prospettiva futura - per il leader che pensa al programma «da fare in maniera comune e condivisa» e si accinge a partecipare alle primarie che non vuole siano «divisive» ma «rafforzative»: e in questo c'è un idem sentire con Schlein - porta al campo progressista, «che deve ora lavorare per costruire un'alternativa di governo che stia insieme non soltanto per durare ma anche per governare davvero, per cambiare il Paese in meglio». Ma avete, presidente le idee chiare su che cosa fare e come? «Tocca a noi - dice Conte al telefonino - mandare a casa questo governo e poi voltare pagina. Faremo tabula rasa dei disastri su riarmo, indebolimento dei presidi contro corruzione e criminalità e proporremo un'Italia che protegge il ceto medio impoverito, i lavoratori senza diritti, le aziende che vogliono crescere».

Una delle priorità a cui Conte tiene di più e di cui ha parlato anche in Calabria, riguarda la questione giovanile. «Occorre un impegno assiduo e politiche pratiche e innovative per rilanciare i sogni dei giovani che vogliono lavorare qui con stipendi giusti e con uno Stato che protegge il diritto alla casa e ad avere un figlio». Guarda avanti e fa una lista al nome del futuro governo di centrosinistra, se mai ci sarà, che contiene queste proposte piuttosto estreme e chissà quanto condivise dalle parti più moderate del mondo progressista: «Quando toccherà a noi, non avremo timori a tassare gli extra-profitti di grandi industrie del settore militare, banche e aziende energetiche, multinazionali e giganti del web». C'è la questione primarie: «L'aspirazione di Schlein è legittima ma non possiamo accettare che il primo partito scelga il candidato premier».

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