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Meloni: 'Grave e vergognoso gesto della Cgil a commemorazione Marcinelle'. Landini: 'Non ci giriamo mai dall'altra parte'. Il sindacato belga: 'Siamo stati noi' - Notizie - Ansa.it

August 8, 2026

Clima teso, proteste, gesti eclatanti: non è stata la solita cerimonia di Marcinelle quella che ha avuto luogo al Bois du Cazier in occasione del 70/0 anniversario della tragedia dei minatori. Già fuori dal recinto della miniera una sparuta ma rumorosa pattuglia di manifestanti ha atteso di prima mattina l'arrivo della delegazione italiana, guidata dal presidente del Senato Ignazio La Russa. L'intervento della polizia nei confronti del presidio, secondo il quotidiano Le Soir, è stato "muscolare". Poi, quando lo stesso La Russa ha preso la parola ha avuto luogo la clamorosa protesta di alcuni in platea, che si sono voltati di spalle rispetto al palco. A quel punto il capo delegazione di Fdi al Pe Carlo Fidanza ha puntato il dito contro la Cgil. Come si può vedere dalle immagini e come constatato dall'ANSA sul posto chi si è voltato di spalle portava al collo un fazzoletto con la scritta Fgtb-Cgil che pubblicizzava una iniziativa organizzata dai due sindacati - uno belga, l'altro italiano - ieri a Charleroi. A voltarsi di spalle - è stata questa la rivendicazione di Fgtb - sarebbero stati tuttavia solo i membri del sindacato belga, mentre Maurizio Landini, anche lui presente, ha spiegato che i membri della Cgil erano seduti più avanti, e non si sono voltati. Interpellata dall'ANSA, una delle persone protagonista della protesta, Martine Vandevenne, ha sottolineato i motivi del gesto: "dare la parola Ignazio La Russa, a delle idee fasciste, è un insulto alla memoria delle vittime e dei lavoratori che si sono battuti in questo luogo". Ad accendere il clima è stato poi Thomas Dermine, sindaco di Charleroi e membro del Partito Socialista belga. Dermine, in un lungo intervento, ha tacciato di "ipocrisia" chi difende i lavoratori e "chiude le frontiere" e, più volte, ha sottolineato come Charleroi sia "una città anti-fascista". Il suo intervento è stato tra i più applauditi, nel piazzale del Bois du Cazier, mentre La Russa, in prima fila, lo derubricava con ampi, sarcastici, sorrisi.

Video Il ricordo della tragedia di Marcinelle, 'simbolo del lavoro che uccide'

"Voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso. Oggi, durante la cerimonia per i 262 lavoratori morti nella miniera, alcuni rappresentanti della CGIL hanno scelto di voltare le spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa interveniva e leggeva il messaggio del Presidente Mattarella. Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l'Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali. Ed è ancora più grave se a farlo sono rappresentanti di un'organizzazione che ha tra le proprie ragioni d'essere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori. Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro. Chi oggi ha scelto di voltare le spalle ha mancato di rispetto a tutto questo". Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni. 
   

"Se un certo signor Fidanza, per far sapere che esiste, deve parlare male della Cgil, credo che - qui a Marcinelle oggi c'è il sole - abbia preso un colpo di sole. Perché la Cgil, se non lo sa glielo dico, non si gira mai dall'altra parte in nessun momento, tantomeno nel rispetto del nostro presidente della Repubblica". Lo dice all'ANSA il segretario generale della Cgil Maurizio Landini replicando al capodelegazione di Fdi Carlo Fidanza. Landini, assieme ad una folta delegazione della Cgil, ha partecipato questa mattina alla cerimonia del 70/o anniversario della tragedia di Marcinelle, al Bois du Cazier.

"Tutti i compagni dell'Fgtb si sono girati, perché noi siamo contro la presenza di partiti fascisti, e per noi Fdi è un partito di estrema destra. Noi siamo contro la presenza di tutti i partiti fascisti. La loro presenza non è bella, soprattutto in un luogo molto importante per l'immigrazione italiana": Lo ha detto all'ANSA Vincent Pestieau, segretario regionale del sindacato belga Fgtb a Charleroi. La nostra protesta "non ha riguardato Mattarella, ma è solo perché Ignazio La Russa ha parlato a nome del governo", ha aggiunto.

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