scuola
21 settembre 2026 alle 00:26
L’annuncio della premier: a breve un provvedimento del GovernoUn tetto agli studenti stranieri per classe, l'obbligo di imparare l'italiano per i genitori di quelli con problemi gravi di inserimento scolastico, il divieto di burqa e niqab a scuola: nella domenica della Pontida leghista e della kermesse sovranista di Futuro nazionale, quasi come fosse un rilancio della sfida a destra sui temi securitari e identitari, Giorgia Meloni piazza l'annuncio di un provvedimento imminente in Consiglio dei ministri. Per affrontare, dice, «una questione di civiltà».
La festa dei giovani
Lo fa infiammando la platea di Gioventù nazionale, i ragazzi del suo partito, lanciando un affondo diretto a Elly Schlein («ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestarci?») e un avvertimento, «con cognizione di causa», sui rischi di una campagna elettorale in cui «vedremo all'opera gli strumenti di coloro che in giro per il mondo non amano una democrazia solida, un'Italia forte, un leader libero».
La premier concede un paio di risposte ai giornalisti. Una sulle parole di Antonio Tajani sulle ragazze da sposare: «Una frase uscita male, non ingigantirei il fatto». Una sullo studente del Congo che ha difeso l'insegnante accoltellata: «Ha fatto una grandissima cosa». Ma la notizia della giornata l'ha già data, nell'intervento di 40 minuti focalizzato su scuola e università. A metà del suo discorso Meloni rivela che «sta per arrivare in Consiglio dei ministri» il provvedimento che Valditara aveva prospettato ad agosto.
Il divieto di velo integrale è stato già proposto da FdI e dalla Lega, ed era tra gli impegni di una risoluzione di Futuro nazionale approvata dalla commissione Cultura della Camera. Ora il Governo lo vuole introdurre, anche col tetto agli alunni stranieri. «Non esiste che in classe a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza», alza la voce Meloni. E poi: «A scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità uomo-donna non è negoziabile».
Le reazioni
Roberto Vannacci, da Orvieto, si dice «assolutamente d'accordo», con una postilla: «Questi provvedimenti dovevano arrivare anni fa». Invece da Avs al Pd, da +Europa a Iv le opposizioni accusano la premier di inseguire il generale, e ricordano che già una circolare prevede il limite massimo del 30% di studenti stranieri. Mentre, sulle altre questioni, la leader Pd Elly Schlein accusa: la premier «continua ad avere problemi con la sua calcolatrice», e «deve dirci lei quando andremo a votare, perché prima poniamo fine ai suoi fallimenti e meglio è».
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