Home > Esteri > Meloni in Norvegia: “Oslo partner di primo piano. Putin? Non bisogna rispondere alle sue provocazioni”
La premier ha incontrato il primo ministro norvegese Støre: “Vogliamo allargare la nostra cooperazione. La lettera di Schlein? La approfondirò senza pregiudizi”
Giorgia Meloni è a Olso per un incontro bilaterale con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre. Tanti gli argomenti affrontati dai due leader, dalla guerra in Ucraina all’energia, dalle tecnologie alle materie prime critiche.
🔴 In diretta da Oslo, dichiarazioni alla stampa con il Primo Ministro di Norvegia, @jonasgahrstore https://t.co/kqLddCaFpo
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) September 17, 2026
Meloni: “Oslo partner di primo piano, allargare la cooperazione”
“Sono quasi 15 anni che un primo ministro italiano non fa una visita ufficiale qui a Oslo, però la nostra non è una scelta protocollare. Quella che facciamo oggi è la scelta di dare continuità a un lavoro che abbiamo già iniziato da diverso tempo. Allargare la nostra cooperazione”, ha detto la presidente del Consiglio in conferenza stampa al termine del bilaterale a Oslo.
“Chiaramente Italia e Norvegia sono due nazioni che cooperano in maniera molto forte. Per noi la Norvegia è un partner di primo piano in Europa, lo è certamente per il ruolo che tutti conoscono che ha nella diversificazione degli approvvigionamenti energetici italiani, nostro quarto fornitore di gas, ma lo è soprattutto per le enormi potenzialità che dal nostro punto di vista questo partenariato può esprimere anche in altri domini”, ha aggiunto.
“Vogliamo lavorare, stiamo lavorando per estendere la nostra collaborazione ad altri settori nei quali possiamo mettere a sistema competenze, tecnologie, investimenti reciproci, creando nuove opportunità per le nostre imprese, per le nostre economie. E questa è la direzione nella quale vogliamo lavorare insieme, dalle tecnologie avanzate alle infrastrutture strategiche che accompagnano la trasformazione dei nostri sistemi energetici, fino al tema delle materie prime critiche, che è particolarmente strategico in questo tempo, dove le risorse di cui dispone la Norvegia, penso al giacimento di Fen, aprono grandi opportunità. Noi vogliamo costruire filiere più corte, più sicure, più resilienti agli shock esterni, creare anche così la nostra autonomia strategica e occasioni di crescita per i nostri popoli”.

Meloni: “Putin provoca per spostare l’attenzione dal campo”
“Per quello che riguarda la Russia penso non sfugga a nessuno il moltiplicarsi di provocazioni, nelle ultime settimane ne abbiamo viste diverse. Dopodiché però credo che la vera domanda che noi ci dobbiamo fare è perché”, ha detto ancora la premier.
“E credo che queste provocazioni da parte di Mosca si stiano moltiplicando perché Putin ha bisogno di spostare l’attenzione con una escalation con l’Europa, cercando una escalation con l’Europa, da una situazione sul campo della guerra in Ucraina che non sta andando come Putin aveva previsto, dichiarato, promesso al suo popolo. Dobbiamo chiederci a chi conviene una eventuale escalation e agire di conseguenza. Penso che non bisogna rispondere a queste provocazioni, penso che rispondere a queste provocazioni sarebbe più nell’interesse di Mosca che non dell’Europa”.
Meloni: “Approfondirò la lettera di Schlein senza pregiudizi”
“Per quello che riguarda la lettera della segretaria Schlein“, incentrata su clima ed energia, “non ho avuto il tempo di approfondirla ancora. Chiaramente intendo approfondirla senza pregiudizi, non ho assolutamente pregiudizi quando si fanno delle proposte sensate, sicuramente non ho i pregiudizi della opposizione italiana che quasi quasi sta chiedendo di andare a pagare il bollo della macchina per contestare i provvedimenti del governo. Io non ho questo approccio, se ci sono e ci saranno delle proposte utili, le prenderò assolutamente in considerazione”, ha affermato Meloni.
“Per ora posso dire, da una lettura velocissima, che sono contenta vi sia un implicito riconoscimento del lavoro del governo, perché ricordo quando il Pd diceva che il Piano Casa era fuffa, che era un piano che non serviva a niente, che era vuoto. Oggi si chiede di metterci più risorse. Conto Termico 3.0, ricorderete che è una provvedimento che è stato varato da questo governo, ci abbiamo messo 900 milioni l’anno, ci si chiede di mettere più risorse, vuol dire che è uno strumento che funziona e funziona bene”. “Quindi mi accontento per ora dell’implicito riconoscimento del lavoro che abbiamo fatto fin qui, ma sicuramente approfondirò e se ci sono cose interessanti e buone, non ho problemi a portarle avanti”.