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Merwede Utrecht è l’ambizioso progetto di un quartiere senza auto nei Paesi Bassi per 12mila residenti

August 6, 2026
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Merwede distretto – rendering del progetto

24 ettari di superficie, per un totale di 12.000 residenti suddivisi in 6.000 unità abitative: l'ambizioso progetto Merwede a Utrecht è di eliminare il traffico veicolare di superficie, con grandi vantaggi in termini di sostenibilità e attenzione all'ambiente.

Descrizione del progetto: il quartiere senza auto

L'elemento più importante dell'intero progetto è la totale rimozione del traffico veicolare di superficie, che viene a basarsi su un paradigma "Zero Auto". La viabilità logistica, i servizi di emergenza e i flussi di approvvigionamento sono interamente "relegati" nel sottosuolo.

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Al fine di realizzare questo ambizioso progetto, i progettisti hanno previsto la costruzione di un network sotterraneo di parcheggi e hub logistici integrati, andando quindi a ridurre, in modo assai drastico,  l'indice di motorizzazione al valore record di 0,2 auto per nucleo familiare (rispetto alla media olandese che si attesta attorno allo 0,9).

I parcheggi interrati non sono strutturati su base privata, ma convertiti in hub di mobilità condivisa situati lungo il perimetro sotterraneo, liberando il 100% dello spazio pubblico in superficie per la mobilità cosiddetta dolce. cioè quella pedonale e ciclabile.

L’impatto economico di Merwede Utrecht

Dal punto di vista strettamente connesso con gli aspetti economici e finanziari del progetto, possiamo dire come l'investimento complessivo per lo sviluppo di Merwede superi i 2 miliardi di euro, ripartiti tra il Comune della città  di Utrecht, tutta una serie di consorzi di sviluppatori privati e investitori di natura prettamente istituzionale.

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Un progetto di tale portata necessità di una ottimizzazione economica, praticamente certa, sul medio e lungo periodo e tale efficienza viene ad essere garantita dalla scalabilità dei servizi. Il modello concettuale e progettuale di Merwede è quello di Mobility as a Service (MaaS) che prevede una flotta iniziale di circa 1.200 veicoli elettrici condivisi, con una importante riduzione dei costi di capitale individuali per i residenti, che sono stimati in un risparmio medio di circa 4.500-6.000 euro/anno per famiglia per il mancato possesso di un'auto privata.

Inoltre, considerando la densità abitativa di circa 250 unità per ettaro, questa consente di ammortizzare i costi di gestione della rete di teleriscaldamento e delle infrastrutture idriche intelligenti, con una ottimale riduzione delle spese di manutenzione per la municipalità di Ultrecht del 30% rispetto a un quartiere suburbano standard caratterizzato, invece, da una densità più bassa.

Impatto ambientale

Questo progetto si fonda su una importante attenzione nei confronti di quello che è l'impatto ambientale. Il progetto di Merwede viene a fondarsi su un bilancio termico a zero emissioni locali e su un'impronta carbonica drasticamente ridotta. L'intero fabbisogno termico ed energetico del distretto è supportato dal più grande impianto di stoccaggio dell'energia termica in acquifero dei Paesi Bassi. Il sistema, tutto, va a scambiare calore con il vicino canale Merwedekanaal tramite una serie di pompe di calore industriali caratterizzate da una altissima efficienza, con coefficienti di prestazione superiori a 4,5.

Durante il periodo estivo, l'acqua calda viene accumulata in una serie di cisterne sotterranee che sono poste ad una profondità compresa tra 50 e 90 metri, che poi verrà a essere estratta in inverno, con una riduzione  del consumo di energia primaria per il riscaldamento dell'80% rispetto ai sistemi a gas più tradizionali e già in uso. Le stesse palazzine del quartiere fungono come veicolo di produzione e immissione, nell'intero sistema, di energia pulita I tetti del quartiere sono infatti coperti per il 50% da pannelli fotovoltaici ad alta efficienza e al 50% da tetti verdi.

Questi ultimi sono progettati con strati di ritenzione idrica capaci di trattenere fino a 45 litri di pioggia per metro quadro. Questo assetto in grado di prevenire il sovraccarico della rete fognaria della città durante eventi meteorologici estremi con tempi di ritorno di 100 anni. Infine, la totale eliminazione dei motori a combustione interna e l'esteso impiego di pavimentazioni drenanti e vegetazione vanno a ridurre quello che è l'effetto isola di calore urbana, mantenendo le temperature estive superficiali all'interno del quartiere fino a 3,5 °C inferiori rispetto alle aree industriali vicine.

Fonti