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- Messaggi simili in tutta Italia. Il sindaco Barattoni: "Segnalate queste catene da fonti anonime"
L’incontro con i dirigenti degli istituti superiori. Verrà presentata denuncia. L’avvocato Andrea Maestri: "Indagate e scoprite chi è stato"

Il sindaco Alessandro Barattoni

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Il sindaco, Alessandro Barattoni, e la presidente della Provincia, Valentina Palli, ieri hanno incontrato i dirigenti degli istituti superiori di Ravenna e il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale, Edoardo Soverini. Alla condanna unanime di ogni episodio di violenza e intimidazione è seguita, da parte di Barattoni e Palli e dei dirigenti, la decisione di attivare momenti di confronto con le rappresentanze degli studenti e dei genitori.
Il fenomeno delle minacce via social rimbalzate in numerose chat di studenti nella notte tra domenica e lunedì non ha coinvolto solo Ravenna, ma anche Lugo e Faenza, e altre città del nord Italia. Elena Zannoni, sindaca di Lugo, sottolinea la volontà di tutti questi messaggi, di creare panico. "Non significa che non possa accadere nulla – osserva – perché il rischio di emulazione esiste. Per questo le forze dell’ordine sono allertate e presenti nei pressi delle scuole. Non voglio che i ragazzi vivano nella paura. Dovremmo invece far sentire la vicinanza e l’attenzione di tutti". Non si tratta di un’emergenza locale quindi, che però impone di continuare a essere vigili. Come era accaduto già lunedì, quando i messaggi avevano iniziato a circolare e sono state avvisate le scuole da studenti e genitori. Gli istituti, a loro volta, hanno contattato la questura e ieri mattina erano presenti le forze dell’ordine davanti alle scuole considerate più a rischio.
"Già da lunedì infatti – confermano Barattoni e Palli – è in essere un coordinamento delle istituzioni con prefettura e questura che sono state allertate da subito e che, ognuna per la parte di propria competenza, partecipano al monitoraggio e alla gestione dei fenomeni che si sono verificati e dei procurati allarmi registrati. Le istituzioni sono compattamente vigili, coordinate e pronte a intervenire di concerto con le autorità di pubblica sicurezza e invitano a interrompere e segnalare le catene provenienti da fonti anonime; allo stesso tempo procederanno a denunciare all’Autorità giudiziaria questi gravi episodi".
Sulla vicenda interviene anche l’avvocato e attivista Andrea Maestri. "Le autorità – dice – dovrebbero indagare e scoprire chi ha messo in giro i messaggi che anche i miei figli mi hanno fatto leggere e che ho subito interpretato come una forma di procurato allarme che è un reato. Come si può, però, dare credito a messaggi che preannunciano orde di stupratori. Stanno provando a portarci fuori strada, lontano dal cuore del problema, usando il tema della sicurezza come unica chiave di lettura di ciò che sta accadendo. Sbagliatissimo e pericoloso. Gli infiltrati violenti nei cortei o nelle occupazioni pacifiche vanno isolati e perseguiti. Ma la loro azione sconsiderata non va confusa col sacrosanto diritto dei ragazzi di manifestare".
Diverso l’intervento di Fratelli d’Italia sui fatti del Callegari Olivetti e al Famila. "Ci aspettavamo dall’Amministrazione – sottolineano – una condanna chiara e netta. Invece abbiamo letto parole di circostanza, richiami al disagio giovanile e al diritto degli studenti di esprimere le proprie opinioni. Ma chi distrugge, danneggia e saccheggia non sta protestando, sta commettendo atti inaccettabili, per i quali devono esserci responsabilità precise".
a.cor.
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