Siccità, trombe d’aria e grandinate: il Sannio è ormai bersaglio continuo di fenomeni atmosferici che arrecano danni a dir poco disastrosi, mettendo a serio rischio la possibilità di tanti agricoltori di continuare la loro opera. Ieri il maltempo è tornato ad abbattersi sulla città, alternandosi a giornate caldissime. E qualche giorno fa una tempesta di ghiaccio abbattutasi su poco meno di un centinaio di ettari del territorio sannita. La furia più rovinosa ha colpito un’area compresa tra Apice e Calvi, investendo, sia pure in maniera più ridotta, le coltivazioni di San Giorgio del Sannio, Guardia San Framondi, lambendo parte delle colture intorno a San Salvatore Telesino. In poco meno di un’ora, la violenza e, soprattutto, la dimensione dei chicchi di grandine, ha distrutto intere coltivazioni: senza scampo, tabacco cereali, oliveti, vigneti, orticole. La portata in termini economici della devastazione non è stato ancora possibile quantificarla. Una stima, però, sia pure prudentissima, c’è già: si parla di centinaia di migliaia di euro andati perduti.
LE TESTIMONIANZE
«In pochi minuti, ho visto andare in rovina buona parte della coltivazione di orzo. Se tutto va bene, riuscirò a mietere a stento la metà dei 600 quintali prodotti mediamente, quando il tempo ci accompagna», afferma Adriano Puccillo, alla guida di un’azienda di 30 ettari ad Apice. «Ho assistito impotente – continua – alla totale distruzione delle mie 200 piante di olivo e a buona parte dei vigneti». Non è andata meglio ad Antonio Tufo, con fattoria nella frazione Sant’Antonio di Calvi; non potrà raccogliere neanche una foglia di tabacco piantato e coltivato su 6 ettari. «Migliaia di euro – la sua mesta considerazione – portarti via dalla tempesta». Dalle mille piante di olivo che cura nella sua azienda di 22 ettari, Maurizio Perriello, non raccoglierà più del 50% di olive. «Ho visto rovinare irrimediabilmente la stessa quantità di uva aglianico, Merlot e falanghina», puntualizza. «Questi danni – osserva Gennarino Masiello, presidente provinciale e vice nazionale della Coldiretti - arrivano dopo una primavera ed inizio estate molto difficile per noi agricoltori. Avevamo già sostenuto costi elevati per garantirci i mezzi tecnici e i carburanti necessari. Questa mazzata proprio non ci voleva». È un dato di fatto, ormai, che le avversità atmosferiche violente stanno toccando tutte le coltivazioni. «In alcuni Comuni – puntualizza - anche più volte, con grandinate e vento» È chiaro che bisogna attrezzarsi per tenere testa ad un clima sempre più aggressivo. «Bisogna intervenire in modo preventivo – avverte - ma anche il modello assicurativo va incentivato così come sta facendo il governo nazionale con risorse del ministero competente». Ma non basta. «La Regione deve intervenire con un cofinanziamento. Oggi, purtroppo – conclude – sono ancora pochi quelli che si assicurano. Se dovessimo fare un esempio e un paragone con il Mod, fatto 100 il valore dell’assicurazioni d’Italia l’80% è del Nord e meno del 20% del Sud».
LA REGIONE
Chiamata in causa, la Regione è già al lavoro perché si affronti strutturalmente un piano che deve puntare su alcuni punti fermi. Di cosa si tratti, lo spiega Maria Carmela Serluca, assessore regionale all’Agricoltura. «Eventi atmosferici sempre più intensi e improvvisi – premette - confermano come il cambiamento climatico non sia più una prospettiva futura ma una realtà con cui il nostro comparto agricolo è chiamato a confrontarsi ogni giorno. Proprio per questo – incalza - come Assessorato, stiamo investendo non solo negli interventi di sostegno dopo le calamità, ma soprattutto nella prevenzione». Sul modo con cui incentivare l’adozione di misure di salvaguardia, già è stata adottata una misura specifica. «Abbiamo pubblicato – annuncia la componente della giunta Fico - un bando da 5 milioni di euro destinato a finanziare sistemi di protezione delle produzioni agricole, come reti antigrandine, impianti antigelo e altre opere di difesa dal rischio climatico. Prevenire, è la strada più efficace per tutelare il lavoro degli agricoltori, salvaguardare il reddito delle imprese e rendere il nostro sistema agricolo più resiliente. La Regione Campania – conclude - continuerà ad essere al fianco dei territori e delle aziende agricole con misure concrete e tempestive». Intervento salutato con favore da Legambiente con la presidente Mariateresa Imparato: «È la direzione corretta: servono aiuti, ma servono soprattutto politiche di adattamento capaci di prevenire e ridurre gli impatti degli eventi estremi. La vera sfida, però, resta quella di non limitarci a gestire le conseguenze della crisi climatica ma ridurne le cause. In questo quadro - aggiunge - desta forte preoccupazione l’atteggiamento della Provincia di Benevento, che continua a opporsi allo sviluppo degli impianti rinnovabili: agrivoltaico, eolico, sistemi di accumulo. Un approccio diverso è possibile, e lo dimostra il Comune di Benevento con il Sindaco Clemente Mastella, che ha scelto di governare il processo autorizzativo delle rinnovabili con linee guida chiare»