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Metro di Roma, tornelli anti scavalco senza fondi del governo: Atac cerca 10 milioni per la linea C

September 29, 2026
Nuovi tornelli Atm - foto d'archivio

Se il governo non finanzierà i 28 milioni toccherà all’Atac tentare di realizzare, con fondi propri, i nuovi tornelli delle metro. È quanto è emerso in una seduta congiunta delle commissioni Mobilità e Turismo sulla metro C di Roma. Il discorso, poi, è stato esteso anche alle altre linee metropolitane quando si è affrontato il problema dell’evasione tariffaria.

Evasione tariffaria sulla metro C

Quello del mancato pagamento del biglietto è un problema che si riscontra, in particolare, sulla terza linea metropolitana di Roma. La metro C, infatti, è stata progettata e contrattualizzata come una linea ad automazione integrale "non presenziata", monitorata da remoto dal centro di controllo di Pantano. Non a caso, ad esempio, i treni sono “driverless”, senza conducente. Nell'esercizio quotidiano, però, si verifica una frequente apertura indebita, in particolare, dei portoncini d'emergenza da parte degli utenti, consentendo l'accesso alle banchine senza biglietto. Una vecchia storia nota sia al Comune che ad Atac che, ad oggi, non possono conoscere il numero reale di passeggeri presenti nell'infrastruttura.

A febbraio 2025, il Campidoglio aveva approvato una delibera per chiedere al Mit circa 28,7 milioni di euro per rinnovare tutti i varchi delle metropolitane di Roma, partecipando al bando ministeriale del Trasporto rapido di Massa. L’obiettivo era sostituire gli impianti ormai obsoleti e contrastare l’evasione del biglietto, soprattutto gli ingressi tramite scavalco.

Attualmente nelle quattro linee metropolitane sono presenti 522 varchi in entrata e 584 tripodi in uscita. Molti impianti della metro A e B risalgono al 2007 e risultano ormai fuori produzione. La manutenzione, inoltre, è sempre più complicata per la difficoltà nel reperire pezzi di ricambio. Il progetto prevede l’installazione di nuovi dispositivi anti scavalco anche alle uscite, con doppia timbratura, con ogni nuovo che costa, in media, circa 23mila euro.

Non ci sono i fondi

Peccato che, come ricordato anche in una recente intervista a RomaToday  dall’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, il governo non abbia ancora finanziato il bando, lasciando in sospesa decine di altri progetti in tutta Italia.

L’Atac ci prova

Nel corso dell’audizione, i rappresentanti di Atac hanno spiegato che, vista l’assenza di fondi dal governo, l’azienda sta cercando finanziamenti straordinari per realizzare il progetto. Solo per la metro c, ad esempio, servirebbe un investimento di 10 milioni di euro circa. Sarebbe questa la priorità visto che, come anticipato, è una linea nata senza la necessità di avere personale in loco.

L’azienda ha infatti evidenziato che la scelta di introdurre un presidio umano permanente su tutte le stazioni della terza linea e per l'intero orario di servizio (come avviene sulle linee A e B) modificherebbe i presupposti del Piano Economico Finanziario (PEF) e del contratto di servizio con Roma Capitale, comportando un aumento dei costi d'esercizio. Strada, al momento, non percorribile.