La storia tra Mette-Marit Tjiessem Hoiby e il principe Haakon, oggi re di Norvegia, comincia nel 1996, quando i due si incontrano al Quartfestivalen. Un colpo di fulmine destinato a cambiare la vita della giovane nata a Kristiansand il 19 agosto 1973, che da oggi diventa la nuova regina norvegese. Prima dell’ingresso nella famiglia reale, però, Mette-Marit aveva alle spalle una vita molto lontana dai protocolli di corte, un passato che negli anni non ha mai cercato di nascondere.
Nel 1995 aveva conosciuto Morten Borg, che sarebbe diventato il padre del suo primo figlio, Marius Borg. L’uomo era stato arrestato per guida in stato di ebbrezza, violenza e possesso di droghe. La relazione con Mette-Marit si concluse cinque mesi prima della nascita di Marius. Anche il figlio, ormai trentenne, è finito negli anni al centro delle cronache: alcuni mesi fa è stato condannato a quattro anni di carcere per stupro, violenza domestica, reati legati alla droga e gravi violazioni del codice stradale.

Quando la relazione con Haakon divenne pubblica, il passato della futura regina pesò inevitabilmente sulla sua immagine. Una parte consistente dell’opinione pubblica norvegese la considerava inadatta a diventare principessa e, un giorno, regina. Haakon, però, non arretrò. Era convinto che Mette-Marit fosse la donna con cui voleva condividere la propria vita e decise di difendere quella scelta nonostante le critiche. Una battaglia sentimentale che, del resto, aveva precedenti anche nelle altre monarchie europee. Il principe ereditario Filippo di Spagna avrebbe sposato la giornalista divorziata Letizia Ortiz Rocasolano, mentre Guglielmo Alessandro d’Olanda avrebbe scelto Maxima Zorreguieta Cerruti, figlia di un ministro del dittatore argentino Videla. Anche nella stessa casa reale norvegese non mancava un precedente: l’allora principe ereditario Harald aveva atteso dieci anni e affrontato l’opposizione del nonno, re Haakon VII, prima di riuscire a sposare Sonja.

Con il sostegno della famiglia reale, Mette-Marit e Haakon arrivarono infine all’altare il 25 agosto 2001, nella cattedrale di Oslo. Poco prima delle nozze, però, la futura principessa scelse di affrontare pubblicamente le polemiche sul proprio passato. Durante una conferenza stampa trasmessa dalle televisioni norvegesi parlò dei suoi trascorsi definendoli una «ribellione giovanile» e prese apertamente le distanze dall’uso di droghe e stupefacenti.
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Dopo il matrimonio, la vita di Mette-Marit accanto ad Haakon è stata molto più stabile. La coppia ha avuto due figli, la principessa Ingrid Alexandra, erede al trono, e Sverre Magnus. Negli ultimi anni, però, i problemi di salute hanno progressivamente ridotto gli impegni pubblici della futura regina. Una fibrosi polmonare ha infatti limitato la sua presenza accanto al marito e lo scorso giugno Mette-Marit è stata sottoposta a un delicato intervento di trapianto di polmone all’ospedale universitario di Oslo.

A riaccendere le polemiche era stato inoltre il rapporto con Jeffrey Epstein. Qualche anno fa il quotidiano Dagens Naeringskiv aveva rivelato che Mette-Marit aveva incontrato più volte, tra il 2011 e il 2013, il finanziere americano condannato nel 2008 per reati sessuali. La principessa ammise all’emittente pubblica Nrk di aver avuto una «relazione» con Epstein, spiegando di «non aver indagato a fondo sul suo passato e anche di essere stata manipolata e ingannata». Dalla giovinezza ribelle alle resistenze iniziali dei sudditi, passando per gli scandali che hanno coinvolto il figlio e per il caso Epstein, il percorso di Mette-Marit verso il trono è stato tutt’altro che lineare. Oggi, però, quella giovane commoner che una parte della Norvegia non voleva accanto all’erede al trono diventa regina.
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