Oltre a soffermarsi su quella che è stata la sua prima stagione nella categoria, il tedesco ha ribadito la volontà di proseguire la carriera negli Stati Uniti
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Pubblicato il 15 Agosto 2026 ore 20:25
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Le piccoli soddisfazioni
La prima stagione in IndyCar di Mick Schumacher, figlio del sette volte iridato Michael, è stata finora molto impegnativa per il #47 del team Rahal Letterman Lanigan, ma non sono mancate alcune soddisfazioni: oltre al titolo di Rookie of the Year nella 500 Miglia di Indianapolis, il tedesco è recentemente entrato per la prima volta in top 10 in occasione della gara di Nashville.
Il vantaggio sugli ovali
Allo stato attuale, il figlio d’arte occupa comunque il 24° posto in graduatoria generale, conseguenza di tutte le altre gare concluse mai oltre la 16ª posizione anche per contatti o problemi ai box. Ostacoli che non si sono presentati proprio a Nashville, peraltro su un circuito che sembra mettere in risalto le caratteristiche di guida di Schumacher: “Gli ovali in generale si adattano probabilmente un po’ di più al mio stile – ha commentato al podcast Speed Street – semplicemente perché siamo al limite delle gomme, quindi sono molto bravo a capire: ‘Ok, dov’è il limite? Che sensazione deve dare una gomma?’ Sono ipersensibile al degrado delle gomme in particolare perché è quello che abbiamo avuto in Europa. Quindi immagino che, in un certo senso, questo mi sia utile sugli ovali, perché devi essere molto preciso e avere quelle sensazioni che ti dicono: ‘Ok, sono al limite? Sono sulla strada per il limite?’, in modo da poter adattare la tua strategia”.
Troppi problemi in gara
Oltre a un infortunio al polso subito in occasione della gara inaugurale a St. Petersburg, le prestazioni generali del team non sono state fin qui all’altezza, ma il tedesco resta convinto di poter dimostrare il potenziale della squadra: “In termini di ritmo siamo sempre stati competitivi, ma alla fine si è trattato di piccoli problemi qua e là che ci hanno reso le gare difficili – ha aggiunto – spero che, dimostrando di essere in grado di disputare weekend costanti e senza intoppi, sarà molto più facile per noi ripetere questi risultati e continuare su questa strada, dimostrando di poter competere alla pari con i migliori. Credo che il ritmo ci sia sempre stato, ma i risultati non rispecchiano appieno ciò che siamo stati in grado di fare in molte situazioni”.
Il futuro negli USA
In conclusione, Schumacher è stato molto chiaro sui suoi progetti futuri, che non si concentrano sui campionati ai quali ha partecipato in passato come la F1 o il WEC: “Mi piace davvero molto la IndyCar e ho intenzione di restare. Sarebbe sbagliato da parte mia dire che non abbiamo avuto alcuna conversazione. È ovviamente importante valutare le opzioni e vedere quale potrebbe essere la soluzione migliore. Come pilota, non conta solo la macchina, ma anche le relazioni umane, che a mio parere contano ancora di più. Perché solo con una squadra si può vincere, e solo con persone con cui si instaura un buon rapporto e un vero legame. Questo sarà il fattore determinante nella scelta, piuttosto che cercare di individuare il posto che si distingue per le sue prestazioni. Stare con le persone giuste porterà i risultati”.