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Migranti in Liguria, D'Angelo (PD): "Bocciata proposta per un'accoglienza diffusa" - IVG.it

July 14, 2026

Liguria. Con 10 voti a favore (minoranza) e 16 contrari è stata respinta la mozione 53, presentata da Simone D’Angelo (Pd), che impegnava la Giunta a provvedere affinché venga modificato il Manuale di autorizzazione previsto dalla legge regionale 9/2017 eliminando l’obbligo di preventiva autorizzazione al funzionamento per le strutture di accoglienza destinate ai migranti adulti rappresentate da piccole strutture o comunità familiari di accoglienza e integrazione, in quanto queste strutture andrebbero più propriamente ricondotte nell’alveo dei servizi sociali a bassa complessità, privi di profili sanitari.

L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò ha annunciato il parere contrario della Giunta in quanto non è necessario operare distinzioni fra le diverse strutture.

Gianmarco Medusei (FdI) ha annunciato voto contrario.

“La destra ha scelto di bocciare una proposta di semplice buonsenso che chiedeva di eliminare un inutile doppio livello di autorizzazione per le piccole strutture di seconda accoglienza destinate ai migranti adulti in condizioni di vulnerabilità, già sottoposte a rigorosi controlli previsti dalla normativa nazionale e dai Comuni – afferma il consigliere regionale PD Simone D’Angelo -. Nessun abbassamento degli standard di sicurezza o dei controlli, come qualcuno prova strumentalmente a far credere, ma soltanto la rimozione di un aggravio burocratico che rallenta l’attivazione dei progetti di accoglienza diffusa e rende più difficile il lavoro degli enti locali”.

“La scelta della maggioranza è tanto ideologica quanto ipocrita. Da un lato la destra denuncia continuamente i problemi legati all’immigrazione, dall’altro boccia proprio gli strumenti che consentono di governare il fenomeno in modo ordinato, responsabile e sicuro. Le piccole strutture diffuse sul territorio, inserite nel sistema SAI, favoriscono l’inclusione, l’apprendimento della lingua, l’inserimento lavorativo e una convivenza equilibrata con le comunità locali. Sono il modello che riduce le criticità, non quello che le produce”.

“Ostacolare queste esperienze significa, nei fatti, spingere verso strutture più grandi e concentrate, dove inevitabilmente aumentano le difficoltà di gestione e le tensioni sociali. È difficile non vedere la contraddizione: la destra rifiuta le soluzioni che funzionano perché preferisce conservare i problemi da utilizzare come argomento di propaganda permanente”.

“È un atteggiamento profondamente irresponsabile. Chi governa, anche quando – come l’assessore Nicolò – ha la tessera di Fratelli d’Italia in tasca – dovrebbe aiutare i Comuni a costruire percorsi di integrazione efficaci, non moltiplicare ostacoli amministrativi senza alcuna utilità. Ancora una volta la maggioranza ha scelto la bandiera ideologica invece dell’interesse dei territori e della qualità delle politiche pubbliche. Una scelta che non rende la Liguria più sicura, ma semplicemente meno capace di governare un fenomeno complesso con intelligenza e serietà” conclude l’esponente Dem.