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- Migranti, per Sea-Watch fermo di 45 giorni e multa di 7.500 euro. Piantedosi: “Ha violato le norme”. L’Ong: “Non collaboriamo con i criminali”
Il blocco della nave e la sanzione dopo le operazioni di salvataggio del 13 agosto. Il ministro dell’Interno rivendica la titolarità dei soccorsi da parte degli Stati competenti. La replica: le autorità marittime libiche sono un “fantoccio”

Uno sbarco di migranti salvati dalla nave Sea watch

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Roma, 23 agosto 2026 – Nuovo fermo amministrativo e multa di 7.500 euro per la Sea-Watch 5, la nave battente bandiera tedesca appartenente all'omonima Ong. Le autorità italiane hanno disposto il blocco della nave per 45 giorni e inflitto una sanzione per violazioni della normativa sui soccorsi in mare. La contestazione riguarda le operazioni di salvataggio effettuate lo scorso giovedì 13 agosto in acque internazionali, durante le quali l'equipaggio ha tratto in salvo 6 naufraghi.

Migranti soccorsi
Piantedosi: “I soccorsi devono essere coordinati dagli Stati”
“Ancora una volta (la nave, ndr) non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare” ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, commentando su X il provvedimento disposto nei confronti dell'imbarcazione e ribadendo che “le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle Ong”.

Migranti soccorsi dalla Sea Watch
Fermo di 45 giorni e 7.500 euro di multa per Sea-Watch
Immediata la replica dell’Ong tedesca, che ha respinto duramente le accuse, rivendicando la scelta di non cooperare con le autorità marittime libiche (JRCC), definite “autorità fantoccio”.
Noi non collaboriamo con criminali e trafficanti. Il Governo italiano può dire lo stesso?
Ha replicato polemicamente la Sea-Watch. La nave era giunta nel porto di Napoli la sera di lunedì 17 agosto, intorno alle ore 20, con a bordo i 6 migranti soccorsi, tra cui 3 minori stranieri non accompagnati. In una nota Sea Watch ricorda che il 13 agosto “dopo aver soccorso 6 persone in acque internazionali” ha “informato l'Italia e i Paesi europei limitrofi, ma non il cosiddetto centro di coordinamento per il soccorso marittimo libico, un'autorità fantoccio che serve a legittimare e rendere interlocutore accettabile quegli uomini e trafficanti che, poco dopo il soccorso, ci hanno puntato contro un fucile intimandoci di allontanarci dal loro territorio”.

La nave Sea watch dell'omonima Ong
L’Ong: “L’Italia legittima e protegge criminali”
“Sono queste le 'autorità competenti' a cui si riferisce il ministro Piantedosi? – aggiunge la Ong –. Le stesse a cui l'Italia ha versato un miliardo di euro in navi, fondi e addestramento, per poi vederle usare regolarmente per catturare e uccidere persone in mare, e riportarle nei lager gestiti dai trafficanti? L'Italia e l'Europa hanno dato, e continuano a dare, legittimità e protezione a questi criminali, trasformando il Mediterraneo in un far-west. Non sono fantasie: a questi fatti corrispondono nomi e cognomi precisi. Non ci siamo dimenticati di personaggi come Bija, Almasri e Saddam Haftar: criminali internazionali accusati, tra gli altri reati, di traffico di esseri umani, con cui il Governo italiano ha stretto, e continua a stringere, accordi” accusa l’Ong.
“Nonostante il 2026 si preannuncia già come l'anno più mortale dell'ultimo decennio – conclude Sea-Watch – ; nonostante nello scorso fine settimana i nostri occhi e quelli di altri membri della società civile abbiano visto 14 corpi senza vita galleggiare alla deriva, vittime di un altro naufragio fantasma, la priorità di questo Governo è tenere ferma per 45 giorni una nave che salva vite in mare”
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