Milan, Moreira incontra i tifosi allo store di via Dante: il lancio della maglia | Video
Ardon Jashari è uno dei calciatori che cerca il riscatto in questa stagione. Con Allegri in panchina non ha trovato molto spazio al Milan: con il calcio più offensivo di Ruben Amorim potrebbe invece essere tra i protagonisti della mediana rossonera. Lo svizzero è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport parlando di Juventus-Milan.
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Il Diavolo è pronto per il primo big match?
"Sì, penso che abbiamo iniziato bene la stagione, con due vittorie importanti. Andare a Torino per una grande partita con sei punti in classifica, è meglio che dopo aver pareggiato le prime due gare".
Cosa pensa della Juventus?
"Ha una squadra forte e anche un grande allenatore, con un’idea chiara di calcio. Noi però dobbiamo concentrarci solo sul nostro nuovo stile di gioco che dobbiamo migliorare. Perché la stagione è lunga e, come ho detto, dobbiamo crescere, prepararci bene per ogni incontro".
Come detto il Milan ha cambiato in panchina con l'arrivo di Ruben Amorim. Più calcio verticale e offensivo, con un pressing importante in fase di non possesso. Concetti nuovi rispetto a un calcio più difensivo giocato da Allegri.
A che punto è il Milan riguardo l'assimilazione dei concetti di Amorim?
"Prima di tutto per noi è molto importante credere fermamente in questo modo di giocare e continuare a fare passi in avanti in ogni allenamento. Se ci riusciremo, diventeremo una squadra forte e difficile da battere. Naturalmente gli avversari ci studieranno, ma dobbiamo proseguire per la nostra strada sapendo che ogni gara è diversa dall’altra. In Italia non ci sono match facili: l’ho capito appena sono arrivato nel vostro campionato".
Questa rosa ha le giuste caratteristiche per il calcio di Amorim? Jashari è sicuro:
"Certo. Siamo in un grande club e i giocatori sono tutti forti. Non importa se a volte commettiamo un errore, ma qui sappiamo cosa dobbiamo fare. Se giochiamo sempre da squadra, con il pallone e senza, la direzione è giusta. Bisogna essere aggressivi in pressione anche a costo di concedere qualche spazio in più. Lo ripeto, gli errori dei singoli capitano, ma con attenzione e organizzazione se ne possono evitare molti o si può rimediare".
Come detto potrebbe essere un calcio più adatto alle qualità di Jashari. Al mediano piace questo tipo di calcio?
"Certo. Quando lo assimileremo e ognuno di noi farà dei progressi, non sarà facile batterci".
Le voci di mercato e il retroscena Juventus
Sulle voci di mercato tra cui quelle sulla Juventus:
"Nel calcio, in tutte le finestre di mercato, l’agente di ogni calciatore controlla le varie opportunità che ci sono. Quando sono andato al Mondiale mi sono concentrato solo sulla nazionale e, dopo che Amorim è stato nominato allenatore, ha scritto a tutti e io ci ho parlato. Da quel momento in poi è stato chiaro che sarei rimasto e il mio unico obiettivo è diventato mostrare con la maglia del Milan la miglior versione di me. Ecco perché non ho mai avuto dubbi né ho mai pensato di lasciare questo club per la Juventus o per un’altra formazione".
Con Luka Modrić e Adrien Rabiot in squadra Jashari non ha il posto da titolare garantito e dovrà sudare per guadagnare minuti importanti. Questo potrebbe essere un problema?
"Ogni calciatore vuole giocare e nessuno accetta di stare in panchina a guardare gli altri. Per mostrare il 100% di me, però, è impossibile disputare una partita e poi stare fuori le cinque-sei successive. Nessuno può pensare di essere sempre titolare, ma c’è bisogno di avere un ritmo per poter mostrare il proprio livello. Io voglio giocare il più possibile per aiutare la squadra, conquistare la fiducia dell’allenatore e dei compagni e mostrare il meglio di me stesso".
L'Europa League sarà una competizione importante anche per ruotare tutti i calciatori:
"Abbiamo tante partite e qualche volta, anche per ragioni tattiche, ci saranno dei cambiamenti. Avrei preferito se ci fossimo qualificati per la Champions, ma ora daremo tutto per fare più strada possibile in Europa League. La cosa più importante è vincere più match possibili, senza parlare di conquistare lo scudetto, alzare l’Europa League o qualificarci per la Champions. Più vinci e più hai la possibilità di vincere un titolo. Spero che questo in futuro diventi il nostro obiettivo, ma ora bisogna pensare solo a lavorare".
I segreti di Modrić e i nuovi compagni
Cosa ha imparato da Modrić?
"Lui è un ex Pallone d’oro e quando lo hai accanto, capisci il perché. Spero di poter giocare il più possibile insieme a Luka. Ti fa capire come gestire alcune situazioni e rimane calmo".
Un parere anche sui nuovi arrivati:
"Sono bravissimi ragazzi e questo è importante perché un gruppo composto da personalità positive è fondamentale. Hanno tutti grandi qualità, altrimenti non sarebbero al Milan. Ramos ha esperienza e ha vinto diversi titoli, quindi sappiamo cosa può darci. Io però preferisco parlare più della squadra".