Elephants

Milano, il mistero del modello sequestrato: “La pistola e il viaggio in macchina, picchiato e derubato dei gioielli”

September 13, 2026
  1. Home
  2. Milano
  3. Cronaca
  4. Milano, il mistero del modello sequestrato: “La pistola e il viaggio in macchina, picchiato e derubato dei gioielli”

Il blitz in via San Gregorio la sera del 2 settembre e l’aggressione in un’area isolata: “Avevano due auto”. Il 24enne: “Costretto a salire su un Range Rover”. La chiamata al 112 e il trasporto al Niguarda

L’indagine è affidata ai carabinieri della Compagnia Magenta

L’indagine è affidata ai carabinieri della Compagnia Magenta

Google

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google

Seguici

Milano – Sera del 2 settembre, siamo in via San Gregorio, tra Lima e Porta Venezia. Un ragazzo sta camminando sul marciapiedi: ha appena finito di cenare e sta tornando a casa.

All’improvviso, si ferma un Range Rover: si apre la portiera e un uomo gli mostra una pistola per costringerlo a salire sul suv, a bordo del quale ci sono anche altre persone. Il conducente guida verso una zona isolata, non indicata con precisione. E lì il giovane di origini centrafricane viene picchiato e derubato di tutto quello che ha con sé.

La sequenza è stata messa nero su bianco dalla vittima, un modello ventiquattrenne che ha già sfilato sulle passerelle di mezza Europa per i più noti marchi del lusso, che quattro giorni dopo l’aggressione si è presentato alla stazione Porta Magenta dei carabinieri per sporgere denuncia contro ignoti per sequestro di persona a scopo di rapina.

Stando alle sue dichiarazioni, l’uomo che gli ha mostrato l’arma per obbligarlo a entrare nel Range Rover e i complici che erano in auto con lui sono stati raggiunti successivamente da un altro gruppo, arrivato nel luogo concordato con una seconda macchina. Il ventiquattrenne ha raccontato che gli aggressori gli hanno portato via soldi, smartphone e gioielli. E poi? Il modello ha aggiunto di essere riuscito a fuggire e di aver chiesto aiuto ad alcuni passanti, che hanno subito chiamato il 112 per dare l’allarme: soccorso dai sanitari di Areu, è stato trasportato in ambulanza al Niguarda; visitato e medicato, è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni per le ferite riportate. Non risulta che in quell’occasione siano intervenute pattuglie delle forze dell’ordine.

Circa settantadue ore dopo, il modello, residente in zona San Siro, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri per riferire quanto gli è accaduto. La dinamica del rapimento-lampo presenta molti punti ancora da chiarire e suscita una serie di domande a cui stanno cercando di dare risposte gli investigatori del Nucleo operativo della Compagnia Magenta. La prima: i presunti sequestratori hanno agito a caso o si sono concentrati su un bersaglio ben preciso? La seconda alternativa sembra la più probabile, almeno stando alle informazioni al momento a disposizione. E questa ipotesi, se verificata, si porta dietro altri interrogativi: perché proprio il ventiquattrenne? C’erano pregressi tra aggressori e vittima? È stato pedinato? Fosse così, l’indossatore dovrebbe avere quantomeno un sospetto su chi sia entrato in azione e per quale motivo.

Senza contare che l’episodio è avvenuto in un quartiere tutt’altro che periferico, lungo la strada a senso unico che collega via Vittor Pisani a corso Buenos Aires. Il lasso di tempo trascorso tra il blitz a mano armata e la formalizzazione della querela potrebbe aver reso inutilizzabili le immagini registrate in quei minuti dalle telecamere di videosorveglianza, che in alcuni casi restano immagazzinate nei database soltanto per qualche giorno. Resta poi da individuare con precisione il punto di arrivo, cioè la zona isolata in cui il suv si sarebbe fermato, anche per ricostruire il possibile percorso del Range Rover.

© Riproduzione riservata