"Ieri sera mio figlio è stato aggredito in pieno centro da due marocchini che volevano rubargli il telefono. Ha reagito...

Il giovane è stato aggredito in via Clavature. Lo stesso ha poi fatto denuncia in Questura dando il via agli accertamenti

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"Ieri sera mio figlio è stato aggredito in pieno centro da due marocchini che volevano rubargli il telefono. Ha reagito per difendersi e ha lesioni in faccia". Così la dottoressa Cristina Bona, noto medico specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, ha deciso di rendere nota la vicenda che ha riguardato il figlio: un episodio che, diffuso online a poche ore dagli scontri durante e dopo i cortei in centro, aveva fatto pensare ad un’appendice dei disordini, ma è in realtà slegato.
I fatti, come spiega lo stesso ragazzo che ha subìto l’aggressione, sono avvenuti sabato notte in zona universitaria, mentre il diciannovenne stava raggiungendo alcuni amici. In via Clavature, nella zona del Quadrilatero, sarebbe stato affrontato da due giovani di origine nordafricana, uno dei quali lo avrebbe spinto in un angolo e, dopo avergli tappato la bocca per non farlo gridare, gli avrebbe strappato di mano lo smartphone con il quale stava inviando un messaggio.
è seguita una colluttazione: la vittima ha reagito ma ha avuto la peggio, rimediando alcune lesioni al collo. Il rapinatore gli ha poi proposto di restituirgli il telefono in cambio di 20 euro, ma il ragazzo non si è fidato e i due hanno continuato a lottare. In quelle fasi sono passati altri due ragazzi e la loro presenza ha convinto l’aggressore a mollare la presa e allontanarsi, insieme al complice che poco prima gli aveva suggerito di usare lo spray al peperoncino.
Domenica, il 19enne è andato in questura a denunciare l’accaduto: rapina e lesioni il reato indicato sul verbale. "L’ho fatto perché è giusto che si sappia che succedono queste cose – ha raccontato il ragazzo – anche se diversi miei amici che hanno subìto aggressioni simili in città non hanno fatto denuncia, chi per vergogna, chi per sfiducia. Il numero reale di questi reati – conclude – è probabilmente molto maggiore di quanto risulta nelle statistiche".
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