PORDENONE - Sono circa le 7.10 del mattino, un 17enne di Cordenons sta andando a scuola a piedi. È uno studente dell’Itst Kennedy, il tragitto non è lungo. Poi su viale Venezia, poco prima di salire sul cavalcavia pedonale - all’altezza dell’Iis Flora - accade l’impensato. Il giovane viene preso in pieno da una bici. L’allievo stava camminando sul ciglio della strada quando un ciclista, forse distratto dal cellulare, non lo ha visto e lo ha centrato, colpendolo alla schiena. Il ragazzo cade a terra, prima sull’anca e poi sulla schiena. Non riesce ad alzarsi. Il ciclista però non si ferma e tira dritto. Il 17enne riesce solo a vederlo di sfuggita e si accascia a terra. Per le contusioni e la schiena piena di lividi avrà due giorni di prognosi. Il fatto è accaduto lo scorso 7 ottobre.
Il pirata però non è stato individuato e la mamma lancia un appello alla ricerca di testimoni: «Era vestito da lavoro, aveva una bici Pininfarina verde fluo, un modello vecchio, molto appariscente che hanno in pochi. A quell’ora c’è gente in strada che va al lavoro. Chiunque sappia qualcosa ci faccia sapere». I genitori non hanno ancora sporto denuncia. «Ci stiamo pensando - continua la residente - mio marito non era convinto ma io vorrei che pagasse l’uomo che ha lasciato a terra mio figlio senza soccorrerlo».
I SOCCORSI
Il 17enne, non riuscendo ad alzarsi per i dolori, ha telefonato al papà che stava andando al lavoro in bici. L’uomo è corso sul posto ma non è riuscito a sollevarlo. A quel punto, hanno chiamato il nonno che è arrivato in auto e l’hanno portato a casa. «Il pirata - spiega la mamma - deve averlo visto all’ultimo e ha provato a sterzare, perché mio figlio aveva i lividi del manubrio sulla schiena. Quando è arrivato a casa aveva dei dolori fortissimi. Il problema è che lo scorso 14 settembre ha subito un intervento alla quinta vertebra. Aveva 13 punti vicino alla spina dorsale e sei in basso dove aveva il drenaggio. Aveva tolto le graffette da qualche giorno. E con la botta abbiamo temuto che l’impianto si fosse spostato. Il primo giorno gli ho somministrato degli antidolorifici. Ma continuava a piangere dal dolore, nulla gli faceva effetto. Così il secondo giorno, dopo aver consultato anche il chirurgo che lo aveva operato, lo abbiamo portato in pronto soccorso e gli hanno dato due giorni di prognosi».
La mamma quindi è alla ricerca di testimoni e ha anche condiviso un post su Facebook. «Mio figlio è alto 1,90 metri e non si lamenta facilmente, si è fatto davvero male. Per fortuna - conclude - non ha sbattuto la testa. Ma poteva andare peggio. Se qualcuno sa qualcosa, ci faccia sapere».