Elephants

Modena, niente drammi. All’orizzonte c’è Piacenza

October 20, 2026

I gialli non hanno tempo per metabolizzare il primo ko, arrivato al PalaPanini. La gara di domenica sulla carta non sarà più semplice della sfida con Trento.

La Valsa Group è stata sconfitta da Trento al debutto (fotofiocchi)

La Valsa Group è stata sconfitta da Trento al debutto (fotofiocchi)

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Il risveglio non è stato dei più dolci, ma senza ombra di dubbio Lorenzo Tubertini e il suo staff hanno raccolto tantissimi elementi da studiare e su cui lavorare. C’è da rialzarsi, dopo la scoppola di realtà subita da una Trento troppo più forte, un divario che sulla carta e probabilmente in campo rimarrà per tutta la stagione, non con questa forbice. C’è da rialzarsi perché Piacenza, avversaria la prossima domenica, non sembra essere troppo inferiore all’Itas, e il sonoro 3-0 rifilato a Padova è lì a dimostrarlo.

Condizione da trovare. Ne ha parlato anche Lorenzo Tubertini al termine del match di domenica sera, ci sono atleti che arrivano da un’estate lunga che li ha tenuti allenati, e che la condizione atletica ce l’hanno già buona (subiranno un calo in inverno, solitamente accade così) e altri atleti che invece in estate sono rimasti fermi e che quindi quello stato di forma lo stanno rincorrendo. Il riferimento è soprattutto a Jaeschke e Russo, con l’americano soprattutto in difficoltà nel salto e nella potenza d’attacco. Arthur Bento è sembrato complessivamente più in palla, con già un anno d’intesa con Tizi-Oualou alle spalle, non è improbabile che al PalaBanca sia il brasiliano a partire titolare.

Battuta diversa. Via Buchegger, via Davyskiba, via Sanguinetti, tre bombardieri con una media altissima di ace a partita. Chiaro che senza queste tre bocche da fuoco, sostituite da Mujanovic, Jaeschke o Bento e Russo, l’approccio al servizio di Modena sia cambiato in maniera sostanziale: i ‘soli’ dieci errori di domenica sono lì a testimoniarlo. La linea di ricezione di Trento, una delle migliori d’Italia, è andata a nozze con un fondamentale poco incisivo nella serata, che ha trovato un Mati e un Mujanovic fuori fase e che dovrà essere ricalibrato sulle nuove caratteristiche della Valsa Group: meno punti diretti, ovviamente, ma servizi che siano capaci (più di domenica) di far correre i palleggiatori avversari.

Stop ai bomber. Il dato più preoccupante di domenica è la percentuale d’attacco dell’opposto di Trento, Theo Faure, che ha chiuso il match con un irreale 80%. Per tutta la partita, con grandi ed evidenti meriti anche di Riccardo Sbertoli e dello stesso Faure, Modena non è riuscita ad arginarlo: due muri vincenti di Mati e Porro su di lui con due palloni scontati e per il resto attacchi sempre vincenti, soltanto tre difese su venticinque palloni passati dal campo di Trento a quello di Modena. La lettura del muro, la tenuta della difesa (che ha toccato diversi palloni, senza mai tenerli vivi) e, torniamo al dato iniziale, una battuta che metta più grattacapi al regista avversario, sono conditiones sine qua non del gioco gialloblù del prossimo futuro.

Piacenza in forma. In questo scenario bene che ci sia subito un’avversaria che aiuti Modena a tenere alti concentrazione e livello di gioco. Piacenza è solida e con una panchina lunga, ma non ha i picchi e la personalità di Trento. Sapranno, Perry e compagni, metterla in difficoltà?

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