Monza, 19 luglio 2026 – C’è un grande orologio che da quasi due secoli domina la facciata della Villa Reale di Monza. Per anni ha osservato dall’alto il susseguirsi delle stagioni, dei sovrani, delle trasformazioni della città. Fu realizzato nel 1839 dall’orologiaio milanese Antonio Torri, che progettò un sofisticato sistema meccanico a pesi e ingranaggi capace di garantire precisione e continuità di funzionamento. Per decenni scandì il ritmo della vita della residenza reale e dell’area circostante.
Il lavori sull’orologio
Eppure la sua storia potrebbe essere ancora più antica: un orologio collocato sul culmine della facciata compare infatti già nei disegni originali dell’architetto Giuseppe Piermarini, lasciando ipotizzare l’esistenza di un precedente meccanismo. Ora è arrivato il momento di restituirgli il ruolo che gli spetta.
Sono iniziati da alcuni giorni i lavori di restauro del grande orologio da torre della Reggia e della facciata dell’ala Sud, due interventi che uniscono tutela del patrimonio storico e valorizzazione culturale grazie a una collaborazione d’eccezione tra il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e la maison Louis Vuitton. Un esempio concreto di sinergia tra pubblico e privato che porterà a nuova vita uno degli elementi più rappresentativi, ma anche meno conosciuti, del complesso monumentale monzese.

Cantieri Villa reale
La Louis Vuitton Dolomites Classic Run 2026
Il progetto si inserisce in un momento di forte rilancio della Reggia, dove sono già in corso altri importanti cantieri di recupero. La collaborazione nasce in occasione del ritorno alle competizioni di auto storiche firmato Louis Vuitton. La maison francese ha infatti annunciato la Louis Vuitton Dolomites Classic Run 2026, manifestazione in programma dall’1 al 4 settembre lungo un itinerario di circa 600 chilometri tra Venezia e Monza, pensato come un omaggio all’arte del viaggio.
Il 3 settembre gli equipaggi raggiungeranno la Villa Reale, mentre il giorno successivo sfileranno all’Autodromo di Monza. Le vetture rimarranno poi esposte al pubblico fino al 6 settembre nell’Avancorte della Reggia, trasformando il complesso monumentale in uno dei luoghi simbolo della manifestazione.
I lavori che saranno eseguiti
Proprio in vista dell’evento Louis Vuitton ha scelto di sostenere due interventi conservativi particolarmente significativi: il recupero del grande orologio da torre e il restauro della facciata dell’ala sud affacciata sul Cortile d’Onore. L’intervento sull’orologio prevede il restauro del quadrante e degli elementi decorativi originari, mantenendo la storica grafica con numeri romani, il recupero e il riequilibrio delle lancette, oltre all’installazione di nuovi meccanismi certificati ad alta resistenza.
Saranno inoltre realizzati nuovi sistemi di supporto strutturale, pensati per garantire maggiore stabilità e una migliore protezione dagli agenti atmosferici. Parallelamente sarà restaurata la facciata dell’ala Sud, caratterizzata dal coronamento rettilineo con gli otto vasi ornamentali che incorniciano l’orologio.
Arrestare il degrado
L’obiettivo è arrestare i fenomeni di degrado, consolidare i materiali originali e restituire piena leggibilità all’impianto architettonico. “È un momento di grande vivacità per la Reggia di Monza - commenta Bartolomeo Corsini, direttore generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza -. Un altro importante restauro, che si affianca a quelli già in corso alla Cappella Reale, ai caselli e lungo le mura di cinta, prende il via grazie alla collaborazione con Louis Vuitton. L’orologio della Villa Reale costituisce una delle testimonianze meno conosciute eppure più interessanti non solo della meccanica pubblica lombarda dell’Ottocento, ma anche del costante aggiornamento tecnologico e funzionale della residenza monzese”.
I lavori dovranno concludersi entro la fine di agosto, in tempo per accogliere la Louis Vuitton Dolomites Classic Run. Quando le auto storiche attraverseranno il Cortile d’Onore e la Reggia tornerà a essere palcoscenico internazionale, il grande orologio potrà nuovamente segnare il tempo. Non solo quello delle ore, ma anche quello di una Villa Reale che continua a ritrovare, restauro dopo restauro, la propria identità.