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Moregallo, caccia al gruppo di ragazzi che ha acceso il falò che ha innescato l’incendio

August 5, 2026

Quattro ettari di boschi distrutti, l’odore di fumo in un raggio di 25 chilometri. La situazione dopo ore in cui sembrava sotto controllo, è peggiorata nella serata quando alcuni focolai si sono riattivati. E da tre settimane i roghi imperversano in Val Fraina

Spettacolare ma devastante l’incendio che è divampato sul Moregallo

Spettacolare ma devastante l’incendio che è divampato sul Moregallo

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Mandello del Lario (Lecco), 6 agosto 2026 – Lingue di fuoco lungo tutto il pendio che si riflettono nell’acqua. In cima, una densa e vasta coltre di fumo grigio percepibile a chilometri di distanza, attraverso cui si intravvedono bagliori rossi.

Sembra lo Stromboli che erutta lapilli, lava e colate piroclastiche. Invece è il Moregallo che brucia sul lago di Como. L’altro pomeriggio un incendio è scoppiato ai piedi della montagna che svetta alle porte di Lecco, tra Valmadrera e Malgrate, sulla sponda occidentale del ramo lecchese del Lario. In pochissimi minuti il rogo si è propagato dalle pendici del monte risalendo e infiammando tutto il versante, sospinto dal vento e alimentato dagli arbusti secchi.

Moregallo, caccia al gruppo di ragazzi che ha acceso il falò che ha innescato l’incendio

Le responsabilità

A provocare il disastro sarebbero stati alcuni ragazzi, che hanno acceso un falò sfuggito poi al controllo. Stanno indagando i carabinieri del Servizio navale di Lecco, i primi ad aver visto il focolaio deflagrare mentre erano di pattuglia sul lago e a lanciare l’allarme. Impossibile intervenire via terra: la zona è molto impervia e verticale, praticamente a strapiombo, senza strade di accesso.

Canadair in azione 

“È un’area raggiungibile esclusivamente con mezzi aerei”, confermano i vigili del fuoco. Per questo proprio i vigili del fuoco sono intervenuti sia con un Canadair, sia con elicotteri antincendio, mentre al suolo i colleghi delle squadre di terra con gli operatori dell’Antincendio boschivo della Comunità montana hanno impedito che il rogo raggiungesse un cantiere nautico. Il fuoco è divampato per tutta la notte, accendendo il Moregallo come un’immensa torcia, visibile da tutta la sponda lecchese del lago, mentre l’odore di bruciato è stato avvertito in un raggio di 25 chilometri.

Il Moregallo avvolto dalle fiamme

Il Moregallo avvolto dalle fiamme

Il danno

Gli sganci d’acqua con Canadair ed elicotteri sono proseguiti anche tutto ieri. La situazione dopo ore in cui sembrava sotto controllo, è peggiorata nella serata quando alcuni focolai si sono riattivati. “L’evoluzione resta strettamente legata alle condizioni meteorologiche e all’efficacia dell’azione coordinata dei vigili del fuoco e degli operatori antincendio delle squadre a terra e con i colleghi dei mezzi aerei”, spiegano sempre dal 115. Nessuno è rimasto ferito, intossicato, tantomeno ustionato. Si stima siano bruciati almeno 4 ettari di bosco e vegetazione, i danni ambientali sono parecchi, ma non sono stati lambiti dalle fiamme né centri abitati né edifici. Risparmiata dalle fiamme anche la chiesa di Preguda, solo lambita dal fuoco.

Il punto della situazione

“La situazione pur nella sua gravità, rispetto a ieri è meno allarmante di quanto avrebbe potuto essere”, sostiene Antonio Rusconi, presidente della Comunità montana del Lario Orientale. È stato però chiuso un tratto della Sp 583 Lariana, la provinciale Lecco–Bellagio perché le fiamme si sono avvicinate troppo alla strada e per il pericolo di crolli e smottamenti per il versante reso instabile dal rogo. L’altro giorno ha ripreso vigore pure l’incendio che divampa ormai da tre settimana in Val Fraina, a Premana, ma le fiamme sono contenute all’interno dell’area già bruciata.

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