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Morte Fakir, intervento polizia sotto lente pm. Attesa per l'autopsia

July 22, 2026

Proseguono le indagini della Procura sulla morte dell'uomo a Bologna avvenuto durante un fermo di polizia. Si attende il conferimento dell'incarico per l’autopsia. L'avvocato della famiglia: "Dovrebbe essere venerdì". La presidente del Consiglio Meloni commenta l’evento indetto dal sindaco Lepore: "Irresponsabile a convocare la manifestazione". Lui replica: "Non dobbiamo darla vinta agli antagonisti"

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La Procura di Bologna è al lavoro per provare a chiarire la dinamica della morte di Abderrahim Fakir, avvenuta domenica 19 luglio mentre veniva fermato e ammanettato dalla polizia. Mentre si attende il conferimento dell'incarico per l’autopsia, la vicenda continua ad alimentare anche il dibattito politico. "Ho trovato irresponsabile l'idea del Sindaco Lepore di chiamare la piazza all'indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità", ha detto oggi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un'intervista a Il Giornale, parlando dell'evento indetto dal primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, dopo la morte di Fakir.

Agenti hanno atteso 30 minuti prima di bloccare Fakir

Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura, sono passati circa trenta minuti tra l'arrivo dei poliziotti in via Svevo al Pilastro e il momento in cui i due agenti sono entrati fisicamente in contatto con Abderrahim Fakir. I due avrebbero deciso di intervenire in modo più deciso, buttandolo a terra per bloccarlo quando Fakir, che era stato segnalato in uno stato di agitazione, ha iniziato a scagliarsi contro l'auto di un residente e ad aggredire l'uomo. A quel punto uno dei due poliziotti ha acceso la bodycam di cui si era dotato, il cui filmato è stato acquisito agli atti: la telecamera è rimasta accesa poi diversi minuti dopo, riprendendo anche le manovre rianimatorie dei soccorritori e l'arrivo del medico che ha constatato la morte, alle 12.53.

Croce rossa: "Soccorritori hanno cercato di rianimare Fakir"

I volontari della Croce rossa italiana giunti per soccorrere Abderrahim Fakir a Bologna "sono intervenuti con manovre di rianimazione cardiopolmonare e defibrillatore per tentare di salvare l'uomo". Lo precisa la stessa Croce Rossa Italiana, "nel pieno rispetto del lavoro dei magistrati". "Riteniamo doveroso - afferma la Cri - ribadire e precisare che secondo le informazioni in nostro possesso e contrariamente a quanto dichiarato ieri e riportato da alcuni organi di stampa questa mattina, l'equipaggio di soccorritori ha praticato manovre di rianimazione cardiopolmonare sul paziente dal momento in cui è stato possibile intervenire fino all'arrivo dell'automedica, il cui intervento è stato richiesto alla centrale operativa dallo stesso equipaggio della Croce Rossa Italiana dopo pochi minuti dal suo arrivo sul luogo". La Croce Rossa Italiana esprime nuovamente cordoglio e vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir e totale disponibilità a collaborare con gli inquirenti e l'Ausl - come dichiarato da subito - per fare piena chiarezza sulla vicenda tragica avvenuta domenica a Bologna. "Oltre alle manovre di rianimazione - spiega la Cri in una nota - l'equipaggio ha usato il defibrillatore (DAE) di cui è dotato, che è stato consegnato ai magistrati". Le fasi dell'intervento di soccorso appena descritte, sottolinea la Croce rossa, "non sono visibili nel video inizialmente diffuso, ma si evincono da altri video mostrati successivamente da organi di stampa".

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L'autopsia probabilmente venerdì

Per l'autopsia di Abderrahim Fakir il medico legale sarà Valentina Bugelli di Parma, che si è occupata delle autopsie sui resti dei neonati partoriti da Chiara Petrolini a Vignale di Traversetolo (Parma) e di quella di Sofia Stefani, la vigilessa uccisa dall'ex comandante Giampiero Gualandi ad Anzola Emilia. La affiancheranno Cristina Basso, anatomopatologa e direttrice dell'unità operativa di patologia cardiovascolare di Padova, esperta di morti cardiache improvvise che ha seguito, tra l'altro, le analisi sul decesso del capitano della Fiorentina Davide Astori, e Manuela Bonizzoli, specialista in anestesia e rianimazione e cardiologia e direttrice cure intensive emergenza e trauma di Careggi. Oltre a loro, il chimico tossicologo Luca Morini, dell'Università di Pavia, che a Bologna ha seguito, come consulente della Procura, il caso di Giampaolo Amato, medico condannato all'ergastolo per gli omicidi di moglie e suocera con un mix di farmaci. L'incarico sarà conferito il 24 luglio alle 9 e l'esame sarà eseguito probabilmente in giornata. Si procede nell'ambito del fascicolo per omicidio colposo, che coinvolge, non come indagati ma come persone iscritte nel registro per le annotazioni preliminari, i due poliziotti e i quattro operatori della Croce Rossa intervenuti. Ai medici i pm chiedono di procedere a esami istologici, tossicologici e di verificare la correttezza della manovre rianimatorie poste in essere dai sanitari. Il legale dei poliziotti, Gabriele Bordoni, quello dei soccorritori, Mario Simoni, e quello della famiglia di Fakir, Fabio Anselmo, potranno partecipare e nominare consulenti di parte.

I parenti di Fakir: "Aspettiamo l'autopsia per riportarlo in Marocco"

E non appena l'autopsia lo consentirà, la salma di Abderrahim Fakir sarà portata in patria, in Marocco, per il funerale: la famiglia vuole seppellirlo a Casablanca, città di cui sono originari. "Stiamo aspettando i tempi dell'autopsia qui a Bologna - spiega all'Ansa il cognato Hamed Mimi, marito della sorella Nadia - Speriamo venga fatta questa settimana, altrimenti si va troppo avanti. Poi aspettiamo che il consolato prepari tutti i documenti per poter riportare la salma nel nostro Paese". Mimi racconta che gran parte della famiglia vive da molti anni in Italia, arrivata tra il 1993 e il 1994, e Abderrahim è cresciuto a Bologna. Era "una persona tranquilla" che "soffriva di asma, aveva problemi di cuore e aveva scoperto da poco un malattia molto seria. Era molto agitato anche per questa ragione". Secondo il familiare, una volta immobilizzato, Fakir avrebbe dovuto essere messo in una posizione diversa: "Una volta che una persona è ammanettata e a terra, potevano almeno alzarlo o metterlo seduto. Non può stare per diversi minuti in quella posizione, perché non riusciva più a respirare". Mimi poi lancia un appello alla calma dopo gi scontri di lunedì notte: "Non vogliamo che succedano disordini in città, non serve a niente. Ormai Abderrahim è morto e la vita non torna indietro. La calma, la sicurezza e la tranquillità sono la cosa migliore". E aggiunge: "Noi abbiamo manifestato per chiedere giustizia, non per fare caos. Se qualcuno si è infiltrato approfittando della situazione, non rappresenta la nostra famiglia. Speriamo solo che una tragedia così non capiti più a nessuno, che sia nero, bianco o giallo".

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Meloni: "Una condanna a priori delle Forze dell'Ordine"

Secondo Meloni, "era evidente" che la scelta di Lepore "sarebbe suonata come una condanna a priori delle Forze dell'Ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco Bologna, alimentare lo scontro sociale, aggredire la Polizia e seminare violenza in città. Fa molto riflettere, poi, che la sinistra non sia mai scesa in piazza per esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente delle Forze dell'Ordine".

Salvini a Sky TG24: "Chi organizza le manifestazioni paghi i danni"

Il vicepremier Matteo Salvini torna invece a parlare dell'ipotesi di cauzione per chi organizza eventi pubblici. "Non capisco come si possa essere contrari a una norma quasi banale. Chi organizza un evento pubblico risponde di quello che accade in quell'evento", dice il vicepremier, ospite a Start su Sky TG24. "Un concerto, una manifestazione di piazza, se vengono feriti degli agenti danneggiati negozi, chi paga? Perché devono pagare tutti i bolognesi, i pensionati? Paga chi non ha garantito la sicurezza nel corteo. Ci sono sempre alcuni contesti in cui i violenti attaccano le forze dell'ordine".

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Schlein: Su Fakir lo Stato deve fare piena luce"

Una vicenda, quella di Bologna, che ha alimentato anche lo scontro politico. "Abbiamo chiesto subito di accertare fino in fondo e fare piena luce su quello che è accaduto con la morte di Fakir. È doveroso che le istituzioni chiedano di fare piena luce, qualcosa non è andato come doveva, tutti siamo rimasti sconvolti - ha detto a In Onda la segretaria del Pd, Elly Schlein - Quando un uomo muore durante un'operazione di fermo, lo Stato ha fallito e proprio lo Stato deve fare piena luce. La politica non deve arrivare con condanne o assoluzioni di ufficio, sarà la magistratura a stabilire se ci saranno responsabilità e di chi". Poi la leader dem difende il sindaco di Bologna: "Lepore ha scelto di governare la frustrazione e lo smarrimento di un'intera comunità. È stato importante, per non lasciarla in balia delle spinte più estremiste e degli antagonisti. La violenza è da condannare sempre, ogni volta che si manifesta". 

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"D'ora in poi non lasceremo più le piazze ai violenti e agli antagonisti". Matteo Lepore, sindaco di Bologna, replica così, in un'intervista al Quotidiano Nazionale, a chi lo ha attaccato per aver indetto una manifestazione dopo la morte di Fakir. "È importante che quella piazza ci sia stata, perché altrimenti non avrebbe avuto voce e si sarebbe confusa con l'altra - spiega- E quel dolore sarebbe stato strumentalizzato. Credo che, alla fine di tutto, si capirà che è stata una giornata importante". Il primo cittadino afferma che "la famiglia della vittima non ha ancora ricevuto una telefonata né una parola di scuse". Poi parla delle violenze scoppiate a margine della manifestazione lunedì: "Non dobbiamo darla vinta agli antagonisti. Sappiamo che nella nostra città c'è anche questa cultura. E io in questo mandato mi sono sempre opposto: riempire le piazze con un'alternativa democratica è il metodo di Bologna". "Ed è importante, perché altrimenti avremmo regalato la memoria di Fakir agli antagonisti. Senza quella piazza non conosceremmo la voce straordinaria di Youssra, nipote di Abderrahim, che ha zittito i facinorosi chiedendo rispetto per suo zio. Una voce più forte di quella degli antagonisti", dice ancora Lepore. Il sindaco infine esprime la sua vicinanza "agli agenti feriti e alla Questura, perché quelle scene non sono degne di Bologna e non c'entrano nulla né con la famiglia di Fakir, né con la manifestazione pacifica che abbiamo indetto".

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Rabat segue caso Fakir, chiesti chiarimenti all'Italia

E il Ministero degli Affari Esteri del Marocco segue con preoccupazione gli sviluppi del caso Abderrahim Fakir, il cittadino marocchino rimasto ucciso a Bologna. Lo riporta l'agenzia di stampa Map. In una dichiarazione, il Ministero precisa che le autorità marocchine hanno richiesto alle autorità italiane competenti di avviare tempestivamente un'indagine approfondita per far luce sulle circostanze della morte e fornire i necessari chiarimenti in merito. Secondo la stessa fonte, è stato inoltre richiesto che vengano accertate le responsabilità e che sia garantita la piena applicazione delle misure e procedure legali previste. Le autorità marocchine continueranno a seguire da vicino il caso, attraverso la rete consolare e l'ambasciata, nell'ambito del loro impegno a tutelare gli interessi dei marocchini residenti all'estero.

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