01 settembre 2026 8:25
A Castelnuovo di Porto una mostra per dare voce ai borghi che si svuotano
Castelnuovo di Porto, comune di circa 9.000 abitanti alle porte di Roma, si prepara ad accogliere una mostra che parla di un fenomeno che riguarda l'Italia intera: lo spopolamento dei borghi. Dal 4 settembre al 4 ottobre 2026, Palazzo Ducale Rocca Colonna apre le sue sale a Pratiche di Memoria – La luce che viaggia ancora, la prima esposizione realizzata nel borgo su questo tema.
Il progetto, ideato con la direzione artistica e la curatela di Giulia Marcellini e accompagnato dal testo critico di Laura Catini, riunisce le opere di quattro artisti di generazioni e formazioni diverse: Ado Brandimarte (Ascoli Piceno, 1995), Lou Duca (Milazzo, 1983), Annalinda Maso (Roma, 1998) e Marco Mezzacappa (Roma, 1967) che indagano il tema della memoria e dell'identità dei borghi italiani attraverso scultura, pittura e installazioni site-specific
In Italia sono migliaia i piccoli centri che, negli ultimi decenni, hanno visto assottigliarsi progressivamente la propria popolazione; case che restano chiuse, negozi che abbassano la saracinesca per l'ultima volta, dialetti che si spengono perché non c'è più nessuno a tramandarli. È un processo lento, quasi invisibile nel quotidiano, ma inesorabile nel tempo lungo.
Il progetto nasce dalla volontà di portare l'attenzione su questo fenomeno silenzioso e sulla perdita di memoria collettiva che ne consegue, un tema che Castelnuovo di Porto ha scelto di accogliere e raccontare.
Il titolo della mostra prende ispirazione da un'immagine cara a Primo Levi, che richiamava il fenomeno per cui la luce di una stella, una volta partita, continua il suo viaggio nello spazio anche se la stella che l'ha generata si è ormai spenta: chi la osserva da lontano, anni o secoli dopo, vede ancora quella luce, senza sapere che la sua fonte non esiste più. La mostra applica questa immagine ai borghi che si spopolano: le pietre, le architetture, le tradizioni orali continuano, in un certo senso, a "essere visibili" anche quando la comunità che le ha generate si è già dispersa altrove.
In questo racconto, l'arte non fa da semplice testimone. Non si limita a fotografare l'abbandono né a raccontarlo come una notizia già archiviata: prova a intercettare quella "luce residua" mentre è ancora percepibile, prima che si perda per sempre, per restituirla a chi guarda oggi. Un modo per far sì che quella memoria continui a essere ascoltata, capita, portata avanti.
A conferma del valore culturale e territoriale dell'iniziativa, l'esposizione ha ottenuto il patrocinio di Regione Lazio, Comune di Castelnuovo di Porto, Parco di Veio, Associazione Dimore Storiche del Lazio, Associazione I Borghi più Belli d'Italia, ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, Associazione Borghi Autentici d'Italia e Vita dei Borghi ed ENIT – Ente Nazionale Italiano del Turismo.