AGI - Mps è passata al contrattacco e ha messo in campo una mossa per resistere a Intesa Sanpaolo. La banca senese ha deciso di lanciare due offerte volontarie, contestuali e parallele sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e Banca Generali per un corrispettivo complessivo di circa 34 miliardi di euro: circa 25,3 miliardi per la prima banca e 8,7 miliardi per la seconda.
Il ceo di Rocca Salimbeni, Luigi Lovaglio, nel chiarire tutti i dettagli dell'operazione, ha parlato "non solo di due operazioni, ma di una visione, della possibilità di compiere un altro passo strategico" dopo le trasformazioni "straordinarie" degli ultimi anni. Le offerte, ha aggiunto, "creano valore per tutti gli stakeholder" e Banca Monte Paschi di Siena "è un partner naturale per aggregazioni non ostili". Il piano prevede la "distribuzione di 4 miliardi di euro a favore degli azionisti Mps" da corrispondere in parte in cassa, con un miliardo di euro, e in parte in azioni Generali, per 3 miliardi di euro.
Lovaglio: "Prevista capitalizzazione di mercato sugli 80 miliardi di euro"
Le operazioni con Banco Bpm e Banca Generali genereranno sinergie prima delle tasse a regime per circa 2,6 miliardi di euro annui, di cui circa euro 0,8 miliardi dall'integrazione di Mediobanca. "Il gruppo aggregato avrebbe una capitalizzazione di mercato di circa 80 miliardi di euro, posizionandosi tra le prime 10 banche europee e al secondo posto in Italia per crediti alla clientela e rete di sportelli", ha aggiunto Lovaglio.
In caso di adesione integrale a entrambe le offerte e tenuto conto degli effetti della fusione di Mediobanca - Banca di Credito Finanziario in Mps, gli attuali azionisti Mps "deterranno circa il 50,1% del gruppo combinato, gli azionisti Banco Bpm circa il 37,2% e gli azionisti Banca Generali circa il 12,7%", spiega la nota al termine del cda che ha convocato l'assemblea per il 29 ottobre prossimo. In questa sede "servirà la maggioranza dei due terzi" per approvare le due Ops. Il perfezionamento delle offerte, "è atteso entro metà febbraio 2027 ed è subordinato all'ottenimento delle autorizzazioni regolamentari".
Lovaglio ha chiarito che le due Ops "non sono condizionate l'una all'altra: possiamo portarne a termine una senza portare a termine l'altra". Ma ha aggiunto: "Sono convinto che, considerato il valore implicito nel realizzarle, entrambe verranno portate a compimento con successo". Poi ha affermato: "Siamo convinti che questo progetto abbia una logica industriale molto interessante e che gli azionisti verranno remunerati ampiamente durante il periodo di piano". Il progetto, ne è sicuro, "sarà apprezzato dal mercato: non abbiamo avuto ancora contatti con i soci, ma pensiamo di poter portare avanti queste operazioni in maniera appunto amichevole perché creiamo moltissimo valore". Per quanto riguarda la sovrapposizione delle filiali con Banco Bpm "sono molto limitate e verranno ben gestite".
Il ceo di Mps: "Diventeremmo il terzo gruppo bancario in Italia per totale attivo"
Questa doppia operazione porterebbe a "un gruppo allargato, più diversificato e resiliente" che "diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con un bilancio pro forma pari a circa 466 miliardi, impieghi alla clientela pari a 245 miliardi, raccolta diretta pari a 315 miliardi e total financial assets pari a 810 miliardi.
"L'unicità di questa operazione - ha concluso Lovaglio - non deriva solo dalle dimensioni, ma dal fatto di mettere insieme competenze che oggi coesistono in pochissimi gruppi bancari in Italia". Si tratterebbe di "un campione nazionale integrato e un gruppo capace di preservare la pluralità e favorire la competitività all'interno del sistema finanziario italiano".