Elephants

MPS proverà a non farsi comprare da Intesa Sanpaolo

August 21, 2026

Il consiglio di amministrazione di MPS, la banca un tempo conosciuta come Monte dei Paschi di Siena, ha approvato il piano proposto dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per fare due separate offerte pubbliche di scambio e acquisto, una delle modalità con cui in Italia si comprano le banche, per Banco BPM e Banca Generali. L’intento evidente di questa mossa è ostacolare il tentativo di Intesa Sanpaolo di comprare MPS stessa, già esplicitato più di due mesi fa con un’offerta da 30,6 miliardi di euro.

MPS ha comunicato ufficialmente il piano venerdì mattina, dopo averlo discusso in un consiglio di amministrazione durato 7 ore giovedì. In una nota ha fatto sapere che il valore complessivo delle due operazioni sarà di circa 34 miliardi di euro: 25,3 quella per comprare Banco BPM e 8,72 quella per Banca Generali. Il piano prevede anche la distribuzione di 4 miliardi di euro agli azionisti di MPS.

Il piano di MPS si inserisce nel cosiddetto “risiko bancario”, l’insieme di acquisizioni per cui i gruppi bancari si comprano l’un l’altro per diventare più grandi e soffrire meno le crisi. Per capirlo appieno bisogna però ricapitolare i precedenti, che coinvolgono sia Intesa che Banco BPM.

A inizio giugno Intesa aveva presentato un’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) da 30,6 miliardi di euro per comprare MPS: è un’operazione finanziaria con cui un soggetto dichiara pubblicamente di voler acquistare le azioni di una società quotata in borsa, offrendo in cambio ai soci sia una somma di denaro sia azioni in cambio di azioni. È un’operazione molto rilevante, non solo perché Intesa è la seconda banca italiana per valore e la più influente, ma soprattutto perché se avesse successo la farebbe diventare il secondo gruppo bancario di tutta Europa per valore in borsa.

L’OPAS era stata presentata due giorni dopo che il concorrente Banco BPM aveva invece presentato a MPS una proposta di fusione alla pari: l’obiettivo di questa proposta era creare un grande gruppo bancario che potesse rompere l’attuale duopolio di fatto del mercato, composto da Intesa Sanpaolo e Unicredit, le due maggiori banche italiane e tra le più grandi in Europa. La proposta di Banco BPM era stata fatta quando l’OPAS di Intesa era data sostanzialmente per imminente.

Il primo agosto tuttavia Banco BPM aveva fatto sapere di avere rinunciato a questo progetto. Fino a quel momento sembrava che MPS stesse pensando davvero a fondersi con Banco BPM, anche perché era una possibilità concreta di difesa contro l’offerta di Intesa Sanpaolo. Fondersi con Banco BPM per MPS avrebbe significato mantenere lo stesso potere, e al contempo unire le forze con una banca sua pari. La rinuncia di Banco BPM di fatto aveva lasciato il percorso spianato per Intesa e tolto a MPS quella che fino a questo momento era stata l’unica speranza di resistere.

L’idea di MPS di provare a comprare Banco BPM e Banca Generali va letta quindi in quest’ottica: semplificando molto, comprando le due banche MPS diventerebbe molto più grande e quindi Intesa sarebbe costretta ad aumentare parecchio la sua offerta, il che complicherebbe in modo evidente il tentativo di acquisizione da parte di Intesa. MPS vuole ostacolare Intesa perché verrebbe comprata da una banca molto più grande, diventando quindi sottoposta. Acquisendo invece le due banche MPS sarebbe in grado di competere con Intesa e Unicredit, pur restando il terzo gruppo italiano per grandezza.

Intesa vorrebbe comprare MPS perché MPS è diventata una banca ambita, dopo anni di crisi in cui era stata sull’orlo del fallimento. Lo si deve al fatto che lo scorso anno è riuscita a comprare Mediobanca con un’operazione clamorosa contro ogni aspettativa. È stata un’operazione che l’ha molto riabilitata dal punto di vista industriale, ma che allo stesso tempo l’ha resa un obiettivo appetibile: non solo ha comprato la più prestigiosa banca d’affari italiana, ma è diventata così indirettamente il primo azionista di Generali, la più importante e profittevole società assicurativa italiana, da sempre obiettivo di molti tentativi di acquisizione per via del suo successo.

– Leggi anche: L’operazione di Intesa Sanpaolo per prendersi MPS, spiegata