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- Mumbrù: "Virtus, atmosfera unica». Il coach infiamma i tifosi alla Porelli. Baldasso e Casarin tracciano la via
Tommaso: "Conosco bene questa città, perché ci ho già giocato. Adesso sono più grande e maturo". Davide: "Mi piace l’idea di affrontare l’Eurolega e sfidare chi, fino all’altro giorno, vedevo in televisione".

Tommaso: "Conosco bene questa città, perché ci ho già giocato. Adesso sono più grande e maturo". Davide: "Mi piace l’idea di affrontare l’Eurolega e sfidare chi, fino all’altro giorno, vedevo in televisione".

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Il primo abbraccio è arrivato ieri, fuori dalla Palestra Porelli. Una cornice diversa dal parquet, ma perfetta per iniziare a costruire quel rapporto tra la nuova Virtus e il suo popolo. Uno alla volta, giocatori e staff sono scesi in campo, accolti dall’entusiasmo dei tifosi, con la curiosità di scoprire una squadra profondamente rinnovata e affidata ad Alex Mumbrù.
"Siamo davvero eccitati di essere qui, con l’atmosfera migliore in Europa. Me l’avevano detto, e lo vedo", ha raccontato il tecnico spagnolo, prima di fissare la rotta: "Siamo una squadra giovane, ma lotteremo ogni partita per 40 minuti, dando sempre il massimo".
Tra i volti nuovi c’è Tommaso Baldasso, arrivato in un momento della carriera in cui la chiamata bianconera non era affatto scontata. "Conosco il valore di questa maglia e quindi dovrò dimostrare di meritarla".
E poi inevitabilmente il capitolo Fortitudo, esperienza vissuta qualche anno fa sull’altra sponda della città: "Quell’esperienza l’avevo fatta in un altro momento della mia vita. Ora sono più grande e maturo, vivo la Virtus con emozione e senso di responsabilità". Un altro giovane pronto a tuffarsi nella nuova avventura è Davide Casarin, che ha scelto Bologna anche rinunciando alla possibilità di andare nella Ncaa. Una decisione che il playmaker veneto considera un investimento sul proprio futuro, soprattutto per la possibilità di misurarsi subito con l’Eurolega.
"Non è un basket che mi stuzzica quello della Ncaa. Mi piace di più l’idea di giocare con e contro giocatori che fino all’altro ieri guardavo in tv e mi sembravano supereroi".
Ma c’è un aspetto che colpisce più di tutti: la difesa. "Il nostro obiettivo principale è quello. Stiamo cercando di mettere in piedi un sistema difensivo di alto livello".
E niente etichetta di squadra costruita soltanto per correre: "La difesa è la spinta che ci serve per attaccare così".
Per Rasheed Bello, invece, la trasferta italiana è già diventata una storia da raccontare. Domenica pomeriggio, a Riva del Garda, il playmaker ha chiesto alla compagna Jazlyn di sposarlo. Matrimonio fissato per la prossima estate, con un legame sempre più forte con l’Italia: "Avevo già in programma di farlo qui perché i panorami sono mozzafiato".
Hanno parlato anche Derrick Alston Junior e Kevin Kokila, entrambi alle prese con il recupero dai rispettivi infortuni. Alston l’ha smaltito: "È fantastico essere tornato e voglio fare un altro passo avanti nel mio gioco ed essere ancora più un leader".
Kokila, invece, deve ancora aspettare: "Sto cercando di tornare in forma il prima possibile. Sono stato sfortunato a farmi male nei primi allenamenti, avrei voluto essere subito parte del gruppo".
Curiosità anche per Marcus Carr, che ha confessato di essere un vero "malato" di basket: segue campionati e giocatori di tutto il mondo, Italia compresa.
"Mi informo e guardo tanti campionati. Magari molti non li conosco personalmente, ma li seguo".
E proprio mentre la squadra comincia a prendere forma, la Virtus ha annunciato ieri anche l’aggregazione di Kalifa Sakho. Il centro francese classe 2001, reduce dall’esperienza al college di Houston, si unirà agli allenamenti fino al 30 settembre, andando a coprire il vuoto lasciato dall’infortunio di Kokila.
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