Elephants

«Muori dissanguata», poi l'attacco del Rottweiler alla 13enne. La svolta nell'inchiesta: due sorelle indagate

October 27, 2026
«Muori dissanguata», poi l'attacco del Rottweiler alla 13enne. La svolta nell'inchiesta: due sorelle indagate

4 Minuti di Lettura

martedì 27 ottobre 2026, 16:03

Avrebbero aizzato due cani di grossa taglia contro una ragazzina tredicenne dopo un'accesa discussione, lasciando che uno degli animali, un Rottweiler, la azzannasse al polpaccio mentre l'altro le impediva di sottrarsi all'aggressione. A sei mesi dai fatti di Porto Cesareo, la Procura per i minorenni di Lecce chiude le indagini nei confronti di due sorelle di 15 e 17 anni, accusate di lesioni aggravate. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le ragazze sarebbero tornate appositamente a casa per prendere i cani, poi liberati contro la vittima. Un'aggressione interrotta soltanto dall'intervento di alcuni passanti e ripresa in un video finito sul web. Ma c'è un altro sviluppo: tre animali sono stati sequestrati e tutte le minorenni coinvolte nella vicenda sono state collocate in tre distinte comunità educative.

La lite e il ritorno con i cani

I fatti risalgono alla sera del 27 aprile scorso, nei pressi della spiaggia di Porto Cesareo. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dalla procuratrice Simona Filoni, le due sorelle avrebbero incontrato la tredicenne e tra le ragazze sarebbe scoppiata un'accesa discussione. Un confronto che non si sarebbe esaurito con lo scambio di parole. La quindicenne e la diciassettenne sarebbero infatti tornate nella propria abitazione per prelevare due cani di grossa taglia, riportandoli poco dopo sul luogo della lite, entrambi senza museruola.

Alla vista della tredicenne, secondo l'accusa, avrebbero liberato gli animali e li avrebbero incitati ad aggredirla, accompagnando l'attacco con insulti e offese. Una condotta che gli investigatori ritengono volontaria e che costituisce il fulcro delle contestazioni mosse alle due minorenni.

Il Rottweiler azzanna la tredicenne

Uno dei due animali, un Rottweiler, si sarebbe scagliato contro la ragazzina, azzannandola al polpaccio e provocandole lesioni giudicate guaribili in venti giorni. L'altro cane avrebbe continuato a girarle intorno, abbaiando rabbiosamente mentre la vittima, finita a terra, tentava di liberarsi dalla presa. Un particolare, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe evitato conseguenze ancora più gravi: la tredicenne indossava un paio di stivali che avrebbero impedito ai denti del Rottweiler di penetrare più in profondità. La ragazza era stata successivamente ricoverata in ospedale e sottoposta a un intervento chirurgico per ricostruire il polpaccio ferito. A interrompere l'aggressione sarebbe stato soltanto l'intervento di alcuni passanti, riusciti ad allontanare gli animali e a prestare soccorso alla minorenne.

Il video dell'aggressione e le minacce

La scena era stata ripresa con un telefono cellulare da una conoscente della vittima. Il filmato, successivamente circolato nelle chat e sul web, è diventato uno degli elementi centrali dell'inchiesta. Nella denuncia presentata dalla famiglia della tredicenne, assistita dall'avvocato Rocco Rizzello, erano confluiti anche gli screenshot di alcuni messaggi che le sorelle avrebbero inviato alla vittima dopo l'aggressione. «Ringrazia Dio che mia sorella mi ha fermato, altrimenti da casa avrei preso altro», recitava uno dei messaggi. E ancora: «Ringrazia Dio che il cane ha lasciato la presa». Frasi che sarebbero arrivate mentre la tredicenne era ancora alle prese con le conseguenze delle ferite riportate. Nella perizia di parte firmata dall'ingegnere Luigina Quarta erano state inoltre evidenziate alcune espressioni che, secondo l'analisi dell'audio, sarebbero state pronunciate durante l'aggressione: «Non lo togliere, attacca!» e «Muori dissanguata!». Elementi acquisiti nell'ambito degli accertamenti sulla dinamica dei fatti.

Cellulari sotto esame e tre cani sequestrati

Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Porto Cesareo, hanno compreso l'ascolto della persona offesa e dei testimoni, oltre alle perquisizioni e agli accertamenti sui telefoni cellulari delle due indagate, della vittima e della minorenne che aveva filmato l'aggressione. I dispositivi sono stati sottoposti a duplicazione forense e analisi informatica per ricostruire le comunicazioni intercorse tra le ragazze e verificare ogni elemento utile all'inchiesta. Nel corso degli accertamenti il giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Lecce, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto il sequestro preventivo di tre cani detenuti dalla famiglia delle indagate, due dei quali coinvolti nell'aggressione. Il provvedimento è stato motivato dal rischio che gli animali potessero essere nuovamente utilizzati come strumenti di offesa, aggravare le conseguenze del reato o agevolare ulteriori condotte illecite. I tre cani sono stati affidati in custodia a un canile.

Tutte le ragazze in comunità

L'altro sviluppo significativo riguarda la situazione delle minorenni coinvolte. Parallelamente al procedimento penale, la Procura ha avviato procedimenti civili a tutela delle ragazze, sfociati nel loro collocamento in tre distinte comunità educative. Si tratta di misure adottate nell'ambito della tutela minorile, separate dall'accertamento delle responsabilità penali. Un intervento che riguarda dunque non soltanto le due sorelle indagate, ma anche la tredicenne vittima dell'aggressione. Con la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini si apre ora una nuova fase del procedimento. Le due sorelle, difese dall'avvocato Francesco Cazzato, potranno esercitare le facoltà previste dalla legge prima delle successive determinazioni della Procura. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA