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Musetti, Lione rimette in moto il futuro: il titolo, Mager e il sogno top 10

October 27, 2026

Dopo il match point Lorenzo Musetti si è lasciato cadere sul campo, poi ha abbracciato Gianluca Mager, cognato ma soprattutto ex giocatore. In quell’immagine c’è la tensione di una stagione intera, ma anche il sollievo di chi ha ritrovato una sensazione che gli mancava da tempo: vincere un torneo. Il 6-3 6-4 su Taylor Fritz, in un’ora e 21 minuti, gli consegna il terzo titolo ATP, il primo da Napoli 2022, quando superò Matteo Berrettini in finale.

Da Napoli sono passati quattro anni, sette finali perse nel circuito maggiore e nove contando anche i Challenger. Nel frattempo, però, Musetti ha conquistato il bronzo olimpico, raggiunto due semifinali Slam, giocato le ATP Finals e toccato il numero 5 del mondo. Quel conto, con le occasioni mancate e i traguardi raggiunti, era stato messo a fuoco alla vigilia della finale di Lione. 

Melbourne, il momento che ha cambiato la stagione

A gennaio Musetti era avanti di due set contro Novak Djokovic nei quarti di finale a Melbourne, quando un infortunio allo psoas lo costrinse al ritiro. Quel match interrotto a un passo dalla semifinale ha cambiato il corso dell’anno: sono arrivati altri problemi fisici, allenamenti interrotti e una classifica scivolata dal best ranking al numero 5 fino all’attuale 26. 

Nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, firmata da Federica Cocchi, Musetti ha raccontato quanto sia stato difficile smettere di pensare a Melbourne: “non posso cambiare quello che è successo in Australia”. Il rimpianto resta, ha spiegato, ma adesso la sua attenzione è rivolta a ciò che può ancora costruire. Anche per questo ha definito il titolo di Lione “quasi meritato”: è arrivato dopo mesi in cui, ogni volta che provava a ripartire, qualcosa lo fermava di nuovo. 

La settimana francese ha dato segnali anche sul piano del gioco. Musetti ha ritrovato continuità al servizio, un colpo sul quale lavora da tempo, dopo essere riuscito ad allenarsi senza dover subito rincorrere il recupero da un infortunio. E nelle partite più equilibrate del torneo, con Flavio Cobolli e Luca Van Assche, è rimasto aggrappato a questo colpo per venire fuori dalle difficoltà. La vittoria su Fritz ha dato forma a un torneo in cui sono tornati insieme il tennis e la tenuta mentale.

Mager accanto a Tartarini: una scelta di serenità

Gianluca Mager è entrato nel gruppo di lavoro accanto a Simone Tartarini. Una scelta che ha fatto discutere, ma che Musetti ha spiegato come una ricerca di serenità e di confronto con un ex giocatore, capace di offrirgli “una visione più da giocatore”. Il loro rapporto viene da lontano: sono stati compagni in Serie A, hanno condiviso uno scudetto e Musetti era presente quando Mager conquistò il suo primo punto ATP.

Il lavoro tra i due era cominciato già prima di Lione; la vittoria in Francia ha dato subito un volto concreto alla collaborazione. Per Musetti, reduce da una stagione in cui il recupero fisico ha spesso dettato i tempi, avere accanto una persona di fiducia può essere parte della ripartenza tanto quanto il lavoro sul campo.

La top 10 resta un obiettivo

Musetti vuole chiudere la stagione giocando più partite possibile e recuperare il terreno perso. Non ha indicato una scadenza, ma ha detto che “rientrare nella top 10 è un sogno”. Dopo aver raggiunto il quinto posto, sa che quella distanza è colmabile; per avvicinarla dovrà prima ritrovare continuità e stare bene fisicamente.

Lione gli consegna un punto di partenza: un titolo, una settimana di lavoro portata fino in fondo e la conferma che il suo tennis può tornare ad essere quel meraviglioso dipinto su tela quando corpo e gioco procedono insieme.