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Nanni Moretti e Venezia: un rapporto difficile

September 5, 2026

L’ultima volta che Nanni Moretti ha presentato un suo film alla Mostra del cinema di Venezia era il 1989: 37 anni fa. Il film era Palombella rossa, e Moretti si rese protagonista di quello che rimane uno dei più clamorosi screzi interni al festival, almeno da parte di un regista italiano. Fu l’apice di una serie di sue partecipazioni poco felici a Venezia, precedenti e successive, sia come regista che come giurato.

Dal 1989 a oggi Nanni Moretti ha sempre proposto i suoi film al festival di Cannes. Anche quest’anno il suo nuovo film, Succederà questa notte, sarebbe dovuto essere presentato a Cannes la scorsa primavera, ma non è stato concluso per tempo, motivo per cui ora è in concorso a Venezia.

La prima volta che Nanni Moretti andò a Venezia era il 1981 e il film era Sogni d’oro, il suo terzo. In quel momento era percepito ancora come uno dei nuovi autori comici italiani, perché Ecce Bombo e ancora prima Io sono un autarchico erano commedie molto innovative. In quel momento era assimilato a Carlo Verdone e Massimo Troisi, per quanto non avesse avuto una carriera da comico televisivo come loro.

Nanni Moretti alla Mostra del cinema di Venezia nel 1981 (Edoardo Fornaciari/Getty Images)

Sogni d’oro però era diverso, un film più ambizioso, che mostrava anche di voler parlare del mondo e del proprio tempo. Non fu letto in questo modo da tutti ma piacque alla giuria, che lo premiò con il Leone d’argento, quello per la miglior regia. Fu una decisione controversa, tanto che durante la cerimonia fu molto fischiato da chi avrebbe voluto che il premio lo vincesse Le occasioni di Rosa di Salvatore Piscicelli.

La seconda volta a Venezia fu come giurato nel 1986. È un ruolo molto delicato, e il carattere oppositivo e poco incline al compromesso che Moretti esibiva in quegli anni non aiutò. Il presidente della giuria di quell’edizione era il regista Alain Robbe-Grillet, e con lui Nanni Moretti ebbe uno scontro molto duro riguardo quale film premiare. Moretti (e un gruppo di altri giurati) sosteneva Il raggio verde di Eric Rohmer, ma Robbe-Grillet non lo voleva premiare, anche per un’antipatia personale per Rohmer. Come ha raccontato il critico cinematografico Mario Sesti in un articolo su Rinascita, la discussione tra i due degenerò al punto che Moretti non firmò il verbale della giuria e non partecipò alla premiazione. Ma la spuntò: il Leone d’oro fu dato a Il raggio verde.

Quello del 1989 però fu lo screzio più grande. Nanni Moretti aveva già vinto un Orso d’argento alla Berlinale con La messa è finita ed era quindi un regista con riconoscimenti internazionali. La Mostra del cinema di Venezia rifiutò di prendere in concorso il suo film Palombella rossa. La decisione era stata del direttore della mostra, Guglielmo Biraghi, a cui non era piaciuto.

Come racconta sempre Mario Sesti, che ai tempi era membro del sindacato dei critici cinematografici, l’ente che organizza la Settimana della critica, Moretti lo contattò per proporre il suo film a quella sezione della Mostra, che è autonoma, cioè ha un suo direttore e un suo comitato, ma si svolge nei medesimi giorni del festival. Nonostante sia una sezione dedicata a opere prime e seconde, Palombella rossa fu accettato e Moretti trovò quindi il modo di essere presente a Venezia in una sorta di controprogrammazione.

All’epoca si disse che quella di Biraghi era stata una decisione politica perché Palombella rossa è un film sulla fine del partito comunista italiano. Quell’evento ebbe però grandi ripercussioni. Proprio in quella sezione il film fu visto dal critico francese Serge Daney che in quel momento scriveva per Liberation ed era il più importante e influente in Francia. Daney si innamorò di Palombella rossa e ne parlò benissimo sulla stampa francese. Anche grazie a questo consenso il film di finzione successivo di Moretti, Caro diario, fu sottoposto alla selezione di Cannes, fu preso in concorso e vinse il premio per la miglior regia. Da quel momento tutti i film di finzione di Nanni Moretti sono stati presentati a Cannes. Almeno fino a oggi.

Succederà questa notte è tratto dalla raccolta di racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo intitolata Legami e racconta una storia d’amore che attraversa molti anni. I protagonisti sono Jasmine Trinca e Louis Garrel. Nonostante storicamente Moretti non abbia mai adattato romanzi o storie altrui, aveva già fatto un’eccezione proprio con Eshkol Nevo nel 2017, quando aveva adattato il suo romanzo Tre piani in un film omonimo (presentato a Cannes). Non fu ricevuto bene.

Nanni Moretti e il cast di Tre Piani al Festival di Cannes del 2021 (Mustafa Yalcin/Anadolu Agency via Getty Images)

Succederà questa notte è un film d’amore e difficoltà, con un intreccio elaborato ed eventi simili a quelli dei film di Pedro Almodóvar (la colonna sonora è di Alberto Iglesias, che spesso ha collaborato con Almodóvar). Ovviamente lo stile di regia di Moretti è molto meno passionale e più controllato, ma rimane una storia di grandi sentimenti.

Il rapporto travagliato tra Nanni Moretti e la Mostra di Venezia non si è però limitato ai film. Conclusa la direzione di Venezia di Guglielmo Biraghi, nel 1993 la Biennale (l’ente che organizza la Mostra del cinema) aveva in mente di scegliere un regista come direttore artistico. Nanni Moretti fu uno dei due più considerati, ma alla fine prevalse l’altro, Gillo Pontecorvo. Moretti non fu nominato direttore artistico nemmeno alla fine del mandato di Pontecorvo, nel 1997, nonostante lo stesso Pontecorvo avesse fatto il suo nome, insieme ad altri.

L’ultimo episodio di attrito alla Mostra di Venezia è del 2001, proprio dopo la vittoria della Palma d’oro a Cannes per La stanza del figlio. Moretti era presidente della giuria e, come riporta Gian Piero Brunetta nel suo libro La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. 1932-2022, si scontrò con gli altri membri attraverso «fiere opposizioni e non pochi ostacoli […] Su queste tensioni venne imposto un rigoroso silenzio stampa rispettato da tutti i giurati».

Ne uscì un verdetto di compromesso, con il premio al miglior attore e quello alla miglior attrice dati al medesimo film, Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni (cosa molto inusuale) e il Leone d’oro a Monsoon Wedding di Mira Nair. Sempre secondo Brunetta le polemiche che seguirono questo verdetto furono usate dal governo di Silvio Berlusconi, che si era appena insediato, per non riconfermare il direttore artistico Alberto Barbera, poi tornato a dirigere il festival undici anni dopo e attuale direttore.

Mira Nair riceve il Leone d’ Oro dal presidente della Biennale Paolo Baratta e dal presidente della giuria Nanni Moretti nel 2001 (CLAUDIO ONORATI / ANSA)

C’è stata poi un’altra partecipazione di Moretti a Venezia, nel 2024, ma quella volta andò tutto bene. Portò la versione restaurata di Ecce bombo, che vinse il concorso per il miglior film restaurato.