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Napoli, adescava minorenni: fermato 47enne. A denunciarlo i genitori delle vittime

July 14, 2026

Un quadro familiare degradato, segnato da ombre e condotte squallide, che gli inquirenti definiscono senza mezzi termini «inquietanti». È una spirale ininterrotta di abusi, minacce psicologiche e ricatti economici perpetrati tra le mura domestiche e nel tessuto cittadino, quella interrotta grazie al coraggio di due genitori che hanno deciso di squarciare una volta per tutte il velo della paura e della vergogna per sporgere denuncia. L’ennesima brutta storia di violenza e sfruttamento sui minori, arriva da Napoli, ma un’indagine lampo ha portato all’arresto di quarantasettenne, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal tribunale di Napoli.

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Minori nel mirino 

Le accuse formalizzate sul tavolo del giudice per le indagini preliminari sono pesantissime: dalla tentata prostituzione minorile alla detenzione di materiale pedopornografico, fino ai maltrattamenti in famiglia aggravati. L’operazione messa a segno dalla polizia è scattata alle prime luci di ieri, quando gli agenti hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo piombando nell’abitazione dell’indagato. Le indagini, coordinate in tempi record dalla sezione Fasce deboli della Procura di Napoli e condotte sul campo dagli uomini della Squadra mobile, hanno permesso di fare piena luce su una realtà parallela e sotterranea, fatta di vessazioni quotidiane e di gravissimi tentativi di approccio nei confronti di giovanissimi. Tutto è partito dalla denuncia presentata dai genitori di due minorenni, un atto di coraggio e di profonda fiducia nelle istituzioni dello Stato, che ha dato il via a una serie di accertamenti complessi, pedinamenti e, soprattutto, serrati riscontri telematici. Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno delineato in breve tempo indizi precisi e gravi. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, avrebbe tentato in più occasioni di offrire somme di denaro a giovanissime vittime in cambio di prestazioni sessuali, sfruttando la loro vulnerabilità ed ingenuità adolescenziale.

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L’orrore in casa 

Le perquisizioni domiciliari e l’analisi informatica dei dispositivi tecnologici sequestrati hanno rivelato uno scenario persino peggiore di quanto ipotizzato dagli inquirenti: all’interno del telefono cellulare dell’indagato, infatti, i poliziotti hanno scoperto un imponente quantitativo di materiale pedopornografico che deteneva materialmente e che apre nuovi spaventosi squarci investigativi. La violenza e la perversione dell’uomo non si sarebbero dunque esaurite all’esterno delle mura di casa, ma infettavano quotidianamente anche il suo stesso nucleo familiare. Nello stesso arco temporale, l’indagato si sarebbe reso responsabile di continui e feroci maltrattamenti aggravati ai danni della ex moglie e della figlia minorenne. Un vero e proprio inferno domestico fatto di minacce, comportamenti oppressivi che avrebbero procurato alle due donne un isolamento sociale totale e uno stato di drammatica prostrazione psicologica. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Giancarlo Novelli, sottolineano come la misura cautelare sia stata emessa proprio alla luce delle numerose condotte reiterate nel tempo. Comportamenti seriali e spregiudicati, che hanno svelato una personalità ritenuta estremamente morbosa e pericolosa, manifestatasi non solo nei confronti della figlia piccola, ma capillarmente orientata anche verso altre giovani ragazze del territorio, intercettate tramite social e costantemente messe sotto tiro dall’orco.