C’è aria fresca, di rinascita e voglia di futuro a Città della Scienza in una Bagnoli piena di cantieri quelli del risanamento e della bonifica e quelli dell’America’s Cup e tanti, ma proprio tanti giovani. A Città della Scienza si festeggia il quarantennale della rassegna “Futuro Remoto” dal titolo più che mai accattivante: “L’immaginazione dei futuri”. In prima fila il Presidente della Regione Roberto Fico, per l’ente di Santa Lucia Città della Scienza è di fatto una azienda partecipata, e il Professor Giovanni Covone nominato presidente proprio da Fico. Un docente universitario di astrofisica. Linguaggi nuovi, cosmo al centro dei dibattiti e naturalmente la scienza nel senso più largo possibile. Se ne parla al “Planetario”, proprio di fronte - se ci si affaccia - si possono ancora scorgere le macerie del fu Science centre che nella notte de 2 marzo del 2013 fu divorato dalle fiamme. Sono cambiate molte cose - soprattutto negli ultimi mesi - a Città della scienza. La prima è proprio la nuova guida della Fondazione Idis uno scienziato che, in uno dei futuri possibili, vede finalmente la ricostruzione del sito: «Sì, per la primavera prossima certamente saranno ripartiti i lavori per la ricostruzione della prima tranche dello Science Centre bruciato oramai nel lontano 2013. Stiamo completando la gara, quindi per la primavera prossima partirà la ricostruzione che richiederà qualche anno». L’allusione è appunto a “Futuro Remoto” che prenderà il via il 10 novembre e a inaugurare la rassegna ci sarà il premio Nobel per la medicina 2026 Georg Nagel. «Nel frattempo - sottolinea il professor Covone - Città della Scienza non è ferma. Oggi stesso inaugureremo una nuova mostra di fisica e altre sono in progettazione per la primavera prossima. Abbiamo l’idea di ricostruire l’”Officina dei piccoli” che andò bruciata, era bellissima. Ed anche in quel caso Napoli fu la prima città a costruire un laboratorio scientifico per i bambini da zero a sei anni dove i bambini potevano andare lì ed era “vietato non toccare”».
La prospettiva
Covone è soddisfatto di come procedono le cose del resto il sito è al centro della rigenerazione urbana dell’area ex Italsider e anche molto ma molto vicino alla colmata a mare base dei team dell’America’s Cup. «Dopo decenni di immobilismo conclude Covone - si sta muovendo molto qui a Bagnoli con tutte le contraddizioni e i problemi che questo comporta: il parco urbano si farà è in costruzione la nuova stazione della metro e c’è la Coppa America. Di questo si avvantaggerà Città della Scienza, ma non è solo questo il tema. Città della Scienza no soltanto avrà i vantaggi, ma sarà un attore di questo cambiamento. Per esempio saremo aperti durante la settimana di “Futuro remoto” con le porte aperte per tutti i cittadini e in maniera gratuita vogliamo che i cittadini tornino a frequentare questo posto non solo per scoprire e entrare in contatto con la scienza ma anche per passare una bella giornata. Città della Scienza e Bagnoli devono ritornare a essere luoghi belli da frequentare e da vivere».
Il governatore Fico ha pochi dubbi. «Per la nomina del direttore generale è stato fatto un bando e hanno partecipato 200 persone: non era mai successo, è segno dell’attrattività ritrovata di Città della Scienza, è segno del fatto che le persone credono nel cambiamento che stiamo portando avanti». Il governatore guarda avanti: «Qui - spiega - ci sono state delle nomine importanti, quella del professor Covone e della dottoressa Antigone Marino che a vicepresidente, e oggi stanno facendo un lavoro straordinario, senza sosta, per cercare di riportare Città della Scienza dove merita. Stanno facendo rete con altri istituti, vogliamo che questo sia un ente importante, fondamentale, di prospettiva e di costruzione della scienza assieme a tutti gli altri istituti europei. E penso ci siano tutte le caratteristiche per riuscirci». Per Fico il rilancia della Fondazione Idis è anche un modello per i giovani: «È una delle tante risposte da mettere in campo per contenere la devianza giovanile e dare nuove opportunità. Servono dei punti di riferimento per i ragazzi e Città della Scienza lo può essere in modo forte. In un mondo digitale, ma anche superficiale e pressappochista, avere fonti certe, in un luogo fruibile, può consentire a tanti giovani di avere notizie, informazioni vere, scientifiche, con ricercatori che spiegano cosa sta avvenendo e perché sta avvenendo».