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Napoli-Bodo/Glimt 4-3, la vittoria dell'orgoglio e della testa

October 21, 2026

La riscossa ha un protagonista: Scott McTominay. Due gol, una prestazione sontuosa, lo scozzese s’è ripreso la scena nella notte più importante. Il Napoli non poteva sbagliare e, seppur soffrendo contro l’energico Bodo, ha vinto la prima partita in Champions. «Lavorare e zitti», erano state le uniche parole dette in italiano da McTominay nell’intervista televisiva prepartita. Perché voleva che il suo messaggio fosse chiaro per tutti, dai compagni ai tifosi. Ed è stata decisa la sua reazione, in silenzio e con un gol, alla quarta temporanea rimonta subita dal Napoli in questa stagione, perché al gran gol di Politano dopo 54 secondi era seguito il pareggio di Hauge. Un peccato perché gli azzurri avevano sprecato quattro occasioni, una dei quali con Hojlund, rimasto anche ieri a digiuno. Uno dei limiti sottolineati da Allegri, che ha effettuato mosse azzeccate al contrario di quanto era accaduto a Venezia in campionato. Ha consegnato le chiavi della squadra a De Bruyne e il belga è stato perfetto nella gestione del gioco e della ricerca del compagno in quel ruolo disegnato da Max per lui, un campione indiscutibile quando non ha la luna storta: si riveda, appunto, la giocata con l’assist per il primo gol di McTominay. Ha piazzato a centrocampo Anguissa, l’elemento di forza che era mancato al Napoli nelle ultime partite. Ha dato fiducia a Spinazzola, puntuale sulla fascia sinistra, uno che il cuore lo getta sempre oltre l’ostacolo. Il Napoli era padrone della gara, poi sull’1-1 sono emerse quelle ombre e quella ansia che Allegri vorrebbe scacciare perché bloccano mente e muscoli della sua squadra. E infatti l’ha incoraggiata affinché non mollasse. La reazione è stata nella potenza del primo gol di McTominay, a 42 giorni dall’intervento al cuore.

Scott avrebbe potuto raddoppiare a inizio ripresa ma ha centrato il palo. E invece, subito dopo, il Bodo ha compiuto la seconda rimonta (gol di Helmersen). Terribili i norvegesi: due tiri e due reti contro avversari che concedevano spazi, perfino in area, perché affaticati. Ma nella notte del riscatto dopo due sconfitte il Napoli non poteva mollare e non poteva tradire. Ha lottato con le residue energie perché doveva dare un segnale di forza a sé stesso e alla sua gente. E lo ha fatto a un quarto d’ora dalla fine. McTominay ha segnato la seconda rete a capo di un’azione che ha coinvolto Spinazzola, Lang, De Bruyne e Politano, autore dell’assist girato in porta dallo scozzese che ha avuto un peso rilevante nelle due prime stagioni, con i suoi gol e le sue splendide giocate. E la festa si è conclusa con la rete di Giovane, deviata da Bjortuft. Il brasiliano era stato tra i peggiori a Venezia e stavolta, inserito da Allegri al momento giusto, ha lasciato il segno nella notte che è storica per il Napoli: ha vinto la partita numero 100 nelle coppe europee. Adesso, servono un’identità di squadra e continuità di risultati limitando gli errori in difesa, perché sei gol subiti nelle ultime due gare di Champions sono troppi, e superando le fragilità.

Sabato si riaccendono le luci del Maradona per una partita che al momento non è da zona Champions perché il Napoli è a 5 punti dal quarto posto mentre la Roma, sua prossima avversaria, è dentro, a due lunghezze dalla coppia di testa Inter-Lazio. La sfida con i giallorossi è la chance per recuperare posizioni. Rientrare in gioco non è facile perché tre posti su quattro sembrano già assegnati. Gasperini contro Allegri, maestri di calcio che vivono situazioni differenti di classifica e hanno posizioni differenti rispetto al mercato. Gasp chiede pubblicamente il rafforzamento della rosa mentre Max rivendica la qualità del Napoli che ha preso in mano circa cento giorni fa, ricordando che comunque è la proprietà ad avere deciso di affidarsi a questo organico. Ma nei colloqui con De Laurentiis e Manna la necessità di rinforzi è già da tempo emersa: si dovrà vedere come concretizzarla.