La svolta di Allegri. Non solo tattica con la difesa a 3 ma anche mentale: la vittoria sul Frosinone è l’effetto di un atteso scatto di personalità. Che lo spirito del Napoli fosse quello giusto si è visto subito perché ha attaccato con vigore una neopromossa che si è fatta onore in questa prima parte del campionato, battendo il Como delle meraviglie. Aggressivi gli azzurri, con Neres e Lang alle spalle di Hojlund e con De Bruyne a creare trame di splendido calcio, oltre a segnare due gol in una partita di intelligenza e fatica. Dietro, appunto, la novità della difesa a 3 sollecitata dalla carenza di esterni ma anche dalla necessità di dare compattezza al reparto. Allegri ha fatto i conti con gli infortunati e anche con il calendario perché ha dovuto tenere presente la trasferta di martedì a Villarreal per la Champions League.
Partenza dunque bruciante, con il calcio di inizio stile Psg - palla in fallo laterale nei pressi dell’area avversaria - per guadagnare subito campo e il palo centrato da Hojlund. Il senso di questa serata era stato peraltro espresso da Spinazzola nel prepartita: «Oggi deve partire il nostro campionato». Il Frosinone non si è sorpreso per l’aggressività degli avversari e ha cercato comunque di giocarsela alla pari, attaccando sul lato sinistro con Kvernadze, a un certo punto imprendibile. Ma a ridosso della mezz’ora, in pochi minuti, il Napoli ha piazzato l’uno-due con il rigore di De Bruyne (ripetuto su indicazione del Var: il primo - sottratto dal compagno a Kevin - era stato fallito da Hojlund) e il colpo di Lang, discusso da un anno ma freddo e preciso nel piazzare il pallone alle spalle di Palmisani. L’olandese ha caricato la tifoseria con ampi gesti dal campo e ha messo i compagni, sul 2–0, in condizione di giocare con maggiore scioltezza, arrivando vicini alla terza rete con Neres.
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Il brasiliano, protagonista con Conte fino a metà della scorsa stagione prima del grave infortunio, è un recupero importante. Ieri ha giocato da titolare a distanza di nove mesi. E lo ha fatto mettendo, come sempre, passione e corsa, cercando il gol. È stata la prima da titolare anche per Badiashile, rovinoso all’esordio contro l’Inter e positivo ieri al Maradona. C’è stato un tributo per McTominay quando ha rimesso piede in campo a 40 giorni dall’ultima partita. Allegri ha voluto restituirgli subito il calcio perché è un leader e il suo contributo - in termini di prestazioni e di gol - può favorire il decollo della squadra. Nella gestione del vantaggio il Napoli ha corso qualche pericolo non tanto per gli inserimenti del Frosinone da sinistra quanto per il calo di chi era reduce dagli impegni con le nazionali. Non De Bruyne, però. Ha dato spettacolo con il Belgio e ha dato spettacolo con il Napoli, meritando di chiudere la serata con una doppietta. Adesso sì che questa è la casa di Kevin.
È stato un passaggio importante, il successo sul Frosinone, costruito grazie all’esperienza di Allegri, alla sua capacità di superare con la tranquillità e l’applicazione le fasi complesse di una stagione. Guardando sempre con fiducia al futuro e mai lamentandosi per un mercato di fatto inesistente o una serie di infortuni. È una componente psicologica importante e anche questo fa di un allenatore un aziendalista al servizio non di un presidente ma di un progetto. Il primo passo era questo. E adesso c’è il resto.
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Riparte martedì la Champions, con la tappa del Napoli in Spagna, sul campo del Villarreal dove la squadra allenata da Mazzarri - 7 dicembre 2011 - colse una storica vittoria: il 2-0 con i gol di Inler e Hamsik consentì la prima qualificazione agli ottavi, dove gli azzurri sarebbero stati eliminati dal Cheslea poi vincitore del trofeo. In una settimana, tra Villarreal e Bodo, ad Allegri occorrono due vittorie per iniziare ad avvicinarsi all’obiettivo di partecipare ai playoff. Servirà un atteggiamento differente rispetto a quello guardingo nella prima partita contro i vice campioni d’Europa dell’Arsenal, con il muro azzurro che crollò a un quarto d’ora dalla fine per la rete di Odegaard: maggiore determinazione in attacco per conquistare tra due giorni una vittoria in Champions che al Napoli manca dal 25 novembre scorso (2-0 sugli azeri del Qarabag al Maradona) e ad Allegri dal 5 ottobre di quattro anni fa (3-1 della Juve sul Maccabi Haifa a Torino). Le occasioni possibili non devono essere fallite.