Il suo compagno di reparto s’è preso la scena dell’ultimo match: gol e premio da Mvp dell’incontro. Ma Billy Gilmour ha saputo fare le cose giuste nelle pieghe di una partita complicata, chiusa, scortese come solo la Serie A sa offrirne. Innanzitutto ha corso più di tutti: 12.743 nei quasi 100 minuti in campo per lo scozzese che finalmente sembra essere tornato agli standard pre infortunio. Quel maledetto guaio al ginocchio che non ne ha messo solo a rischio la carriera, ma gli ha anche tolto una delle migliori gioie fin qui: la possibilità di giocarsi un Mondiale con la sua nazionale. É stata un’estate difficile quella di Billy Gilmour, che praticamente in campo in ritiro con Allegri non s’è mai visto: impegnato, com’era, a risolvere i guai fisici per poter dare una mano il prima possibile al nuovo allenatore. E poi le gerarchie: la non partenza di Lobotka sul mercato non ha smosso le cose, con lo slovacco pronto a ripartire da titolare anche in questa stagione e Billy a cercare spazio tutto intorno.
Gli infortuni, però, cambiano tutto. e questa volta è lui a approfittarne. Quando McTominay e Anguissa mancano nello stesso momento, Allegri non ha dubbi: dentro Gilmour. E lui risponde come sa, bene contro Arsenal e benissimo anche contro il Bologna. Alla fine non ha dovuto togliere spazio a Lobotka: ora giocano insieme. Una coppia che anche Conte sarebbe stato curioso di vedere due estati fa, ma che poi non è mai diventata realtà. Per motivi diversi, sparsi lungo tutte le due stagioni azzurre dell’allenatore leccese. Per Max non c’è stato alcun dubbio: la nuova coppia di centrocampo stravolge il 4-3-3 di partenza ma regala nuovi spunti. Innanzitutto un palleggio continuato e di qualità, vitale se devi trovare lo spunto giusto. Stanislav e Billy si muovono alla perfezione, come un continuo pendolo che sa di risorsa per il Napoli. Tra i numeri dello scozzese: il 61.54% delle sue giocate è stata condizionata dalla pressione aggiunta degli avversari.
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In sostanza: il Bologna di Tedesco, per provare a fermare il Napoli si è preoccupato più di Billy che di Lobotka. Abile e astuto a buttarsi in area per il gol che ha poi deciso la partita nel secondo tempo. E poi questo 4-2-3-1, come già sottolineato, consentirebbe a De Bruyne maggiore libertà e minor spazio da coprire durante la partita. Concedendo così al belga la possibilità di essere più lucido quando serve, a ridosso dell’area di rigore. L’ex Brighton ha comunque fatto breccia nel cuore del nuovo allenatore: le qualità di Gilmour non sono passate inosservate dalle parti di Allegri, che ha riconosciuto in lui caratteristiche perfette su cui costruire le basi di questo Napoli. Lo sguardo alto, il pallone sempre in avanti. Principi semplici che gli permetteranno di prendersi spazio in campo anche quando tutti i compagni di reparto - si spera in fretta - saranno tornati a disposizione.