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Napoli, uomo aggredito da un branco di dieci baby-picchiatori, otto di loro identificati: sono studenti incensurati

October 13, 2026

I carabinieri li stanno identificando tutti attraverso la comparazione delle immagini acquisite dalle telecamere di videosorveglianza e i social. Sarebbero una decina i ragazzi del “branco” che sabato sera ha accerchiato e picchiato il padre di due ragazze precedentemente aggredite da alcuni coetanei. Otto sarebbero stato identificati nella giornata di ieri. I fatti sono accaduti in piazza Vanvitelli al Vomero sabato notte. L’uomo, 50 anni, dell’Arenella è al momento ancora ricoverato al Cardarelli perché, nel corso della rissa, sarebbe stato spinto sulla strada e finito con la gamba sotto alle ruote di un camion dell’Asìa. I ragazzi, intorno ai quali i militari dell’Arma, coordinata dalla procura minorile, stanno stringendo il cerchio, sono tutti figli di professionisti dei Camaldoli e dell’Arenella.

Il fatto

Due sorelline, di sedici e e quattordici anni, figlie della vittima, sono insieme ad una loro cuginetta in via Solimena quando arrivano due ragazze che le aggrediscono. Puntano, in particolare, la più grande con la quale una delle due avrebbe un “contenzioso” di tipo amoroso per un coetaneo. All’improvviso spunta un ragazzo in scooter che si avvicina e tira i capelli alla sedicenne. Dura tutto una manciata di minuti. Infiniti. Le ragazze tornano dai genitori e raccontano l’accaduto. Il padre con le figlie inizia a cercare il ragazzo che le aveva tirato i capelli e lo individua in piazza Vanvitelli. Si avvicina, forse lo schiaffeggia (la dinamica è ancora da ricostruire), sicuramente iniziano a litigare. È allora che interviene il branco.

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L’uomo viene accerchiato da oltre una decina di ragazzi che, come si vede in un video diffuso sui canali social del deputato Avs Francesco Emilio Borrelli, si scaraventano contro di lui prendendolo a calci e pugni. L’uomo (forse spinto) finisce poi in strada proprio mentre passa un camion della raccolta dei rifiuti di Asìa. Sta bene, i medici gli hanno salvato la gamba ma, a causa di una reazione agli antibiotici, è tornato in prognosi riservata. La mamma delle due ragazzine aggredite ha presentato denuncia per le percosse date alla figlia sedicenne, la ragazza difatti è stata ricoverata al Fatebenefratelli e, secondo quanto riferito dalla famiglia, ha riportato lesioni al collo e dovrà portare un collare per un mese.

Il prefetto

Il prefetto di Bari ieri ha convocato una seduta del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, disponendo un rafforzamento dei controlli interforze. Piazza Vanvitelli è una zona rossa, il prefetto precisa: «L’istituzione della zona rossa non significa che è una zona franca, dove non ci verifichino crimini. Però contribuisce ad un affievolimento degli episodi».

Il sindaco

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi insieme ad Asìa Napoli ha espresso solidarietà e vicinanza alla famiglia vittima delle aggressioni. «L’azienda - dice -garantirà la piena collaborazione con le autorità competenti per contribuire all’accertamento dell’incidente».

Il deputato

«Non possiamo accettare che una serata in strada si trasformi in un incubo del genere - commenta il deputato Francesco Emilio Borrelli - con gruppi di giovani che si sentono autorizzati a picchiare chiunque, persino una persona intervenuta per difendere i propri familiari». Ma il parlamentare chiede anche di chiarire «ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e verificare il comportamento tenuto dagli operatori Asìa, senza anticipare giudizi ma accertando ogni eventuale responsabilità. La sicurezza delle persone deve venire prima di qualsiasi altra attività. Questa vicenda conferma quanto sia urgente rafforzare i controlli nelle aree della movida e garantire una presenza effettiva delle forze dell’ordine. È stato annunciato il potenziamento delle zone rosse, ma servono uomini, mezzi e risorse adeguati per rendere questi interventi realmente efficaci».

Il medico

Il primo a soccorrere la vittima, uno specializzando in Ortopedia e Traumatologia alla Sapienza di Roma, il medico Francesco Fumo, a passeggio in zona. «Mi sono avvicinato e mi sono subito accertato - racconta - delle sue condizioni. Mi sono reso conto che non aveva problemi cardiaci e che era vigile ed ho provveduto a tranquillizzarlo».