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“Narcisismo e ambivalenza sul sesso”. I lati oscuri di Stasi nella relazione misteriosa. Il generale Luongo: “Se il Ris ha sbagliato qualcuno ne risponderà”
Spuntano nuovi dettagli sul contenuto dei 13 fogli senza data nè firma negli atti del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri ma mai depositati nel fascicolo d’inchiesta. I vertici dell’Arma: “Massima collaborazione con la magistratura, eventuali errori sono individuali”

Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi, si avvia a chiedere la revisione del processo

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Garlasco (Pavia) – "Tendenza narcisistica". "Ambivalenza e contraddizioni rispetto al sesso". Sono solo due - assieme, tra gli altri, a "freddezza", "calcolatore", "mancanza assoluta di emozioni (positive o negative)", "indifferenza estrema nei confronti della vittima" - dei 17 punti catalogati come "pensieri ed impressioni (basati ovviamente sulle carte)", che si ritrovano in quelle 13 pagine di una presunta relazione psicologica su Alberto Stasi, rintracciata nelle scorse settimane dalla Procura di Pavia negli atti del Ris di Parma sull'inchiesta del 2007 sul delitto di Garlasco. Tredici fogli ma senza data né firma, mai depositati nel fascicolo e che sono un altro dei capitoli su cui si concentra il filone di indagine dei pm pavesi sull'operato degli ex investigatori del Ris.

Alberto Stasi all'esterno del tribunale di Pavia il 18 dicembre 2025
Nella prima pagina in alto a sinistra c'è un'intestazione che fa riferimento alla criminologa Alessandra Bramante, ma non c'è la sua firma nel documento (la professionista ha smentito ogni coinvolgimento), ma vengono solo indicati un indirizzo e una email che farebbero riferimento alla professionista. Ci sono tre colonne, poi, che riportano interi passaggi delle dichiarazioni di Stasi in tre verbali, da lui resi tra il 13 e il 22 agosto 2007. E alcune di quelle dichiarazioni vengono commentate o ne vengono evidenziate le "contraddizioni". Come si legge in fondo a quelle colonne, infatti, "in rosso sono riportati i miei commenti" e "in verde ho riportato le contraddizioni".
Frasi e dubbi
Poi, la sfilza di "pensieri" e "impressioni" della "valutazione psicologica", così è chiamata nel documento. Così tra i 17 punti si trovano anche queste considerazioni: "alcune frasi sono riportate in modo meccanico come se fossero state imparate a memoria" o "Chiara non è mai pensata ... come se non fosse mai stata la sua fidanzata (tanto che dice ai soccorritori che c'è una ragazza morta)"
Così quando il 17 agosto 2007 Stasi diceva "poi finito il film siamo andati a dormire, io nel letto del fratello e Chiara nel suo" venivano annotati in rosso una serie di punti di domanda. In altri passaggi le scritte in rosso sono di questo tenore: "sono sbucati ricordi nei giorni successivi"; "chiamato a parlare di sé appare lucidissimo e narcisisticamente concentrato su di sé"; "mi sembra strano non aver memoria su particolari così importanti e intimi"; "verificare se nel notebook risulta che ha lavorato"; "risulta che abbia aperto documenti a quest'ora?". E ancora tra i commenti in rosso: "Risultano davvero tutte queste chiamate dalle varie utenze?"; "ha fatto realmente tutte queste telefonate?"; "non era tanto il sangue per terra, come mai non l'ha visto?".
Ogni commento è legato a dichiarazioni precise nei verbali. Tra questi anche "come ha fatto a non sporcarsi? E a non vedere le macchie?". Sembrano, comunque, annotazioni più da investigatori che psicologiche.
Il generale Luongo sul Ris: “Se qualcuno ha sbagliato pagherà”
"Sul caso Garlasco voglio essere chiaro: il Ris ha continuato a fornire il proprio supporto tecnico-scientifico agli approfondimenti d'indagine richiesti dall'autorità giudiziaria, con cui c'è una totale e piena collaborazione. La scienza forense e l'Arma dei carabinieri restano strumenti imparziali e fondamentali per cercare la verità ben oltre il clamore mediatico e le inutili manipolazioni". Così il comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, intervistato dal Tg1. "Voglio rassicurare i cittadini che il Ris è un'eccellenza scientifica a livello internazionale e un punto di riferimento rigoroso. La fiducia dell'opinione pubblica - ha sottolineato Luongo - non si preserva nascondendo i dubbi né si misura sull'infallibilità dei singoli ma dimostrando ogni giorno professionalità, determinazione, capacità di autocritica e rigore più assoluto nell'applicazione dei protocolli scientifici".
E se dovessero emergere responsabilità penali del Ris "innanzi tutto abbiamo il dovere di ribadire di rispettare il dolore delle famiglie che sono state coinvolte in questa tragica vicenda. Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali del passato la risposta dell'Arma sarà di totale collaborazione e di massima trasparenza e anche assoluta fermezza. Eventuali errori o condotte illecite dei singoli - ha chiarito - non devono intaccare l'onorabilità di migliaia di carabinieri né del valore del Ris. Ma chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede perché la tutela della legalità viene prima di ogni cosa".
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