Lotta e corsa, ingredienti sconosciuti… Così il calcio ti rifiuta, cara Fiorentina
Il talento di Franco Mastantuono è indiscutibile, ma deve tradursi in maggiore continuità ed efficacia. La partita di Genova ha mostrato qualità tecniche, personalità e capacità di immaginare soluzioni originali, senza però offrire l’incisività necessaria. L’argentino ha completato 33 passaggi e vinto 3 contrasti, ma non ha trovato il guizzo per superare la difesa rossoblù: la ricerca della giocata elaborata ha spesso rallentato la manovra, togliendo alla Fiorentina concretezza e determinazione nel tentativo di recuperare una gara iniziata male.
Vanoli ha sintetizzato il percorso necessario: «Mastantuono deve capire il calcio italiano, ma deve giocare per farlo». Il tecnico dovrà valorizzarne la creatività attraverso un’organizzazione che gli offra riferimenti chiari: movimenti dei compagni, distanze tra i reparti, occupazione degli spazi e tempi di pressione. Non si tratta di limitarne l’iniziativa, ma di costruire le condizioni perché la libertà individuale diventi produttiva per la squadra, unendo la bellezza delle giocate alla loro utilità.
La prestazione sottotono di Marassi non ridimensiona il potenziale del numero 30 viola, ma indica il lavoro necessario per maturare: sbagliare meno, scegliere meglio e incidere con maggiore regolarità, facendo coincidere ambizione e rendimento, estro e disciplina. Nelle prossime partite la Fiorentina avrà bisogno che Mastantuono trasformi i ricami con il pallone in assist e gol decisivi, come a Venezia. Il calcio ad alto livello richiede sostanza, ma la pazienza resta fondamentale per accompagnare la crescita di un possibile campione. Lo scrive la Nazione.
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