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Necrologi addio, l'operazione-decoro cancella le bachece: quartiere in rivolta. «Caso dal sindaco»

September 4, 2026

PORDENONE - Nel quartiere di Villanova nei pressi dell’ingresso del centro sociale Glorialanza l’assenza improvvisa della bacheca dove venivano affissi i necrologi ha destato una sollevazione della popolazione più anziana. «Sto preparando per i primi giorni della prossima settimana un’interrogazione – ha dichiarato la consigliera comunale Alessandra Del Ben - poiché è stata tolta la bacheca in un punto di riferimento. Gli anziani si trovano per capire chi è venuto a mancare e discuterne assieme, ricordare chi non c’è più. Mi è stato riferito che a chi si è informato sulla motivazione per cui non si possono più affiggere i necrologi, è stato risposto “per una questione di decoro”, francamente mi sembra molto debole, ci sono altre situazioni indecorose e non di certo le informazioni sui defunti. Prima di compiere delle azioni bisogna avere conoscenza di ciò che accade nei quartieri».


Cosa succede


Insomma, gli anziani percepiscono l’area come un servizio essenziale e si sono visti sottratti un angolo di quartiere percepito come di confronto e ricordo. Stessa sorte, seppur con dettagli ancora da verificare nel perimetro urbano, a Vallenoncello, dove la rimozione ha colto alla sprovvista i residenti. Il paesaggio urbano ha le sue regole, i suoi silenzi e le sue abitudini. A Pordenone, da sempre, camminare lungo le strade significa imbattersi in un codice condiviso di vicinanza e lutto. Le epigrafi funebri affisse sulle colonne, sui muri autorizzati o nei punti di aggregazione sono state storicamente un elemento familiare del paesaggio visivo cittadino. Ecco, fino ad oggi. Perché questo panorama sta cambiando in fretta. L’operazione di progressivo smantellamento di alcune bacheche e spazi tradizionalmente dedicati a questi avvisi sta agitando le persone più fragili a cui vengono a mancare punti di riferimento. Non tutte le bacheche, ma una parte significativa. Una scelta che punta al "decoro", a ripulire le facciate e a dare un’immagine più ordinata e moderna della città, specialmente in un periodo in cui Pordenone si muove forte del suo blasone e delle ambizioni legate alla cultura e alla vivibilità urbana. Tra quattro mesi Pordenone diviene città della cultura, si rifà il look, con bandiere ovunque e vetrine a tema, abbellimenti di arredo urbano, nuova viabilità, maggiore attenzione alla mobilità. In tutto questo restyling è incappato il caro estinto. Il decoro urbanistico, dunque, si scontra inevitabilmente con la sensibilità sociale, soprattutto nei quartieri periferici e nei luoghi di aggregazione popolare.

 
Reazioni


Per gli anziani che frequentano abitualmente il centro sociale Glorialanza, quell’angolo non era una macchia antiestetica, bensì un appuntamento fisso, quasi un rituale quotidiano. Leggere i nomi di conoscenti, amici, vecchi compagni di vita o figure storiche del quartiere rappresentava un modo per mantenere vivo il senso di comunità. La consigliera comunale Del Ben terrà accesi i riflettori, raccogliendo le proteste dei cittadini pronta a chiedere al sindaco Alessandro Basso chiarezza sui criteri di questa riorganizzazione e sui margini di dialogo con i quartieri. La domanda che in molti si pongono, a Villanova e Vallenoncello, è diretta e provocatoria: le epigrafi sono davvero così antiestetiche da giustificare la loro cancellazione dallo spazio pubblico? 
Togliere le bacheche dei necrologi potrebbe voler dire non dare più spazio all’ultimo saluto, a conversazioni che ricordano una vita perduta. Certo forse le generazioni future nate con lo smartphone in culla, potranno rinunciare ad attimi di condivisione reale, ma chi oggi ha 70-80-90 anni e oltre ha bisogno di quei punti fermi, se non fosse altro come spunto per un discorso che va a ritroso nel tempo, rinfresca la memoria a quando le rughe e gli acciacchi non rendevano la vita in salita.