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- Negozi a rischio, la battaglia di Confesercenti: "Subito sgravi fiscali. Oppure c’è il deserto"
Partita la mobilitazione: già raccolte in città diverse centinaia di firme. Ippaso: "Ne servono 50mila per portare la legge in Parlamento"

Partita la mobilitazione: già raccolte in città diverse centinaia di firme. Ippaso: "Ne servono 50mila per portare la legge in Parlamento"

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Difendere i negozi di prossimità per evitare la desertificazione dei centri storici e richiedere l’introduzione della Zespro (Zona economica speciale di prossimità), che prevede delle misure dedicate alle attività commerciali, come agevolazioni fiscali e strumenti di sostegno economico. Con questo intento, ieri, Confesercenti è scesa in piazza mobilitandosi con una campagna di raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare "Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità".
L’iniziativa, promossa dall’associazione a livello nazionale, ha visto tre punti di raccolta firme: Pesaro, Fano e Urbino. "In un’ora e mezza – dice Davide Ippaso, direttore Confesercenti di Pesaro - abbiamo raccolto stamattina (ieri, ndr), solo a Pesaro, oltre 150 firme. Tanti sono i commercianti del centro storico che hanno deciso di recarsi presso il nostro banchetto per depositare la loro firma, ma si sono fermati anche tanti cittadini. Molti poi hanno scelto di farlo anche online, visto che come associazione abbiamo dato questa possibilità".
Oltre 400 le firme raccolte ieri in provincia: "Per portare il testo della proposta di legge in Parlamento, abbiamo bisogno di 50mila firme, quindi diventa fondamentale il supporto dei cittadini – prosegue Ippaso -. Noi chiediamo l’introduzione della Zespro dedicata alle attività che sono presenti in centro storico, che preveda una serie di misure e di agevolazioni a loro dedicate. Il nostro obiettivo è quello di invertire una tendenza che purtroppo si sta affermando da tempo, cioè la desertificazione commerciale delle nostre città. Vedere i negozi spenti e chiusi non è accettabile – spiega -: se io spengo le luci di un negozio, spengo anche la socialità e la sicurezza delle nostre città, perché le attività economiche sono dei veri e propri presidi. Le motivazioni per questa moria possono essere tante: tassazione elevata, affitti elevati, ma noi dobbiamo trovare una soluzione per venire incontro a coloro che si impegnano per resistere. Sappiamo che molte attività non sono riuscite a chiudere il 31 dicembre scorso perché non erano in grado di pagare le spese per la chiusura. La situazione è davvero molto difficile". Ippaso prosegue: "Questa mattina (ieri, ndr.) ci sono tantissimi imprenditori che si sono fermati nel nostro banchetto per firmare – aggiunge -. Pesaro, Fano e Urbino sono tre città che stanno soffrendo, per non parlare dei piccoli centri. Il centro storico deve ridiventare il cuore pulsante delle città e dei paesi".
In chiusura il direttore di Confesercenti di Pesaro ringrazia l’amministrazione e l’intero consiglio comunale per aver appoggiato la mobilitazione: "Durante il consiglio comunale di martedì – dice Ippaso – tutti hanno deciso di firmare per supportare la nostra iniziativa. Ringraziamo tutta l’assemblea consiliare per aver condiviso con noi questa battaglia".
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