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Neonazisti, le bordate di Paolo Crepet: “Figli di questi tempi d’odio, le colpe? Politica e genitori”

September 26, 2026

Reggio Emilia, 27 settembre 2026 – “I gruppi di minorenni neonazisti che inneggiano a violenza, terrorismo e odio per le minoranze sono perfettamente attuali e trovano senso nel mondo di oggi. Sono squisitamente figli di questi tempi: riproducono semplicemente i modelli a cui sono esposti. Infatti, sono colpevoli per alcuni, ma sono sicuro che in tanti, nell’opinione pubblica, non li condannano. Anzi…”. L’analisi glaciale dello psichiatra e intellettuale Paolo Crepet fanno ancora più paura dei coltelli, delle spranghe, delle molotov e delle simulazioni per imparare a fare stragi.

Provocatorio, gelido e libero, Crepet ha allargato il punto di vista e ha inquadrato il singolo episodio dei 17 minorenni neo fascisti, di cui tre reggiani, all’interno della cornice politica occidentale: “Siamo tornati ad una narrazione del maschilismo bianco dominante che è peggio di quella che si sentiva nelle caserme 60 anni fa”.

Lo psichiatra e intellettuale Paolo Crepet

Lo psichiatra e intellettuale Paolo Crepet

Crepet, come si spiega episodi del genere? Questi ragazzi si rendono conto delle conseguenze delle loro azioni?

“Conseguenze? Mi faccia il favore. Io e lei condanniamo queste azioni, ma buona parte della gente è forse d’accordo con questi ragazzini esaltati. Le punizioni giudiziarie saranno irrisorie, quelle che troveranno a casa dai genitori pure e larga parte dell’opinione pubblica non li mette mica al patibolo”.

E quindi? Quali sono le cause che scatenano tutto questo odio e che dovrebbero garantire questo ‘consenso’?

“Questi ragazzi neofascisti sono lo specchio dei nostri tempi, sono figli dell’oggi. Li trovo attuali e chi dice “oddio ma come hanno fatto” è più stupido di loro. Aprite gli occhi per piacere. Viviamo in un mondo di odio, dove il debole va schiacciato e il diverso schernito. Siamo tornati ad una narrazione del suprematismo del maschio bianco che fa ridere, non si sentiva così neanche in caserma negli anni ‘60. Ci sono ministri degli esteri che fanno battute sulle lunghezze delle gonne delle donne e premier che propongono le classi differenziate per gli stranieri. Adesso provoco voi reggiani: lo sapete vero che a fare il vostro caro Parmigiano ci sono dei pakistani? E che a fare i tortelli nei ristoranti nepalesi? E che a mungere le mucche a Natale nelle stalle ci sono gli indiani? E noi vogliamo fare le classi separate”.

Quindi il tema è politico?

“Politico e culturale. Guardate che i ragazzini vedono sui social cosa è successo in Sassonia, vedono che Trump va a mangiare solo con dei miliardari,sentono i discorsi di certi politici. Di questi incitatori all’odio c’è pieno il mondo, con il valore aggiunto per loro di avere a disposizione un megafono che è stato fatto apposta per questo: i social. Poi adesso con l’intelligenza artificiale abbiamo dato in mano a questi elementi un’arma impropria potentissima. E non dimentichiamoci che siamo in piena campagna elettorale”.

Ecco, parliamo di social. Tutta la vicenda dei 17 minori è nata online e anche il ragazzino che ha accoltellato la professoressa alle medie si stava filmando.

“Certo, è chiaro. Siamo sotto lo scacco dell’Ia e di Instagram, con la polizia postale che ha le mani legate, tra l’altro. Se un ragazzino riprende quello che fa per postarlo vuol dire che ha gli strumenti e le possibilità, oltre alla convinzione che non gli succederà niente. E volete sapere in tutto questo i genitori dove sono? A fare degli aperitivi, a farsi le unghie e a scrollare Tiktok dieci ore al giorno. Madri e padri così cosa possono dire ai figli? Non usate i social? Ma se sono loro i primi a dare qull’esempio. Stiamo crescendo una generazione di bulli fannulloni, che tirano a fine giornata nella speranza che un nonno gli lasci in eredità due case”.

I 17 ragazzi erano pieni di simbologia nazista e fascista. Hanno bisogno di simboli per trovare senso in una realtà così complessa?

“Chi sta sotto un simbolo è ignorante per definizione, la realtà è troppo ampia per poter essere enucleata attraverso una svastica. È terribile questa regressione, ma naturale: mancano adulti che danno opinioni. Dobbiamo educare i giovani alla cultura del rispetto, della bellezza, della gioia, della fiducia, del diverso. Una bella immagine è quella dei giovani a Parigi che incontrano il Papa”.

Quindi ci sono colpe per tutti.

“Certo, e tanta colpa è degli intellettuali che hanno smesso di fare il loro lavoro. La politica parla di odio, di macismo, di schiacciare i deboli e i diversi. E io mi chiedo: con una proposta sul tavolo per fare classi diverse per gli stranieri, perché Reggio Children non ha già fatto delle barricate in piazza? Dovrebbero insorgere e scendere in piazza, loro che storicamente sono un esempio magnifico di inclusività. Bisogna smettere di guardare solo al proprio orticello: bisogna mobilitarsi contro questo odio”.