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Neutrogena rompe il silenzio dopo la morte di Hayden Panettiere e fa mea culpa: “Non le abbiamo dato il sostegno che meritava”

August 23, 2026

Ci sono parole che, quando arrivano troppo tardi, finiscono inevitabilmente per pesare ancora di più. Quattro giorni dopo la morte improvvisa di Hayden Panettiere, trovata senza vita domenica scorsa in un appartamento di Greenville, in South Carolina, Neutrogena ha deciso di rompere il silenzio su una vicenda che risale a oltre dieci anni fa. Il marchio, di cui l’attrice era stata testimonial per circa un decennio a partire dal 2005, ha pubblicato giovedì un lungo messaggio sul proprio profilo Instagram.

Al centro c’è quanto accadde nel 2015, quando Panettiere parlò pubblicamente della depressione post-partum affrontata dopo la nascita della figlia Kaya.

Dichiarazione

“Comprendiamo di averla fatta sentire senza sostegno durante un periodo molto difficile della sua vita. Questo non rappresenta ciò che Neutrogena è né ciò che vogliamo essere”. – Neutrogena

Per capire perché queste parole stiano facendo tanto discutere bisogna tornare proprio al 2015. Hayden Panettiere aveva da poco avuto Kaya, la figlia nata dalla relazione con l’ex campione del mondo dei pesi massimi Wladimir Klitschko, quando decise di raccontare pubblicamente quello che stava attraversando. Durante un’intervista televisiva con Kelly Ripa e Michael Strahan, la star di Heroes e Nashville parlò apertamente della depressione post-partum, provando soprattutto a sfatare uno dei pregiudizi più diffusi sulla condizione.

Hayden Panettiere
Hayden Panettiere, fonte: YouTube

“Quando ti parlano della depressione post-partum, pensi a sentimenti negativi verso il bambino, al desiderio di fargli del male”, spiegò all’epoca. “Io non ho mai provato nulla del genere. Ma non ti rendi conto di quanto ampio sia davvero lo spettro di questa condizione. È qualcosa di cui bisogna parlare. Le donne devono sapere che non sono sole”. Quelle dichiarazioni ebbero però conseguenze che Panettiere avrebbe raccontato pubblicamente soltanto molti anni dopo.

Secondo la versione dell’attrice, Neutrogena avrebbe infatti valutato di interrompere il rapporto con lei dopo quell’intervista.A ricostruire quanto accaduto è stata la stessa Hayden nel corso di un’intervista con Jay Shetty e successivamente nel memoir This Is Me, pubblicato pochi mesi prima della sua morte. Panettiere ricordò che nel suo contratto erano presenti delle clausole morali e che mai avrebbe immaginato che parlare della propria salute potesse mettere in discussione una collaborazione durata così a lungo.

Dichiarazione

“Avevo le clausole morali. Coprivano praticamente tutto. E tra tutte le cose per cui avrebbero potuto licenziarmi, questa era l’ultima che avrei mai immaginato”. – Hayden Panettiere

Secondo il suo racconto, fu l’intervento di un rappresentante a impedire che il rapporto venisse interrotto immediatamente. Quando il contratto arrivò alla naturale scadenza, però, non venne rinnovato. Ed è soprattutto ciò che accadde dopo ad aver lasciato una ferita nell’attrice. Dopo dieci anni trascorsi come uno dei volti del marchio, Panettiere raccontò di non aver ricevuto neppure un messaggio.

Dichiarazione

“Ricordo di non aver sentito una parola da nessuno. Nemmeno un ‘è stato bello lavorare con te per dieci anni’. Nemmeno un ‘speriamo tu stia bene, ti auguriamo il meglio’. Ricordo che quella cosa mi spezzò davvero il cuore”. – Hayden Panettiere

Hayden Panettiere in Heroes
Hayden Panettiere in Heroes fonte: Universal Pictures Italia

Parole che oggi assumono inevitabilmente un peso diverso. Neutrogena ha riconosciuto pubblicamente che Panettiere si sentì abbandonata, dal marchio in uno dei periodi più difficili della sua vita sottolineando allo stesso tempo che il modo in cui venne gestita la situazione non rappresenta i valori che l’azienda vuole incarnare oggi. Nel comunicato, il brand ha ricordato anche il coraggio con cui l’attrice aveva scelto di parlare pubblicamente della depressione post-partum, contribuendo ad accendere i riflettori su una condizione della quale, soprattutto dieci anni fa, si discuteva molto meno apertamente.

Neutrogena ha inoltre annunciato un “investimento significativo” attraverso un’organizzazione sanitaria con cui collabora da tempo, con l’obiettivo di aumentare l’accesso delle donne al sostegno necessario, compresi i servizi dedicati proprio alla depressione post-partum.

Dichiarazione

“Il coraggio di Hayden nel condividere le sue difficoltà ha contribuito a ispirare conversazioni importanti e una maggiore consapevolezza”. – Neutrogena


Hayden Panettiere non aveva mai nascosto quanto fossero stati complicati alcuni periodi della sua vita. Nel suo libro aveva raccontato una carriera iniziata quando era ancora una bambina, il rapporto difficile con l’alcol e le battaglie affrontate negli anni, compresa proprio quella contro la depressione post-partum. Aveva parlato anche della figlia Kaya, che da anni vive con il padre. Panettiere aveva sempre respinto l’idea di aver semplicemente rinunciato alla bambina, spiegando quanto quella ricostruzione fosse distante da ciò che era realmente accaduto.

Dichiarazione

“C’è stata questa convinzione comune, totalmente sbagliata, che io abbia semplicemente rinunciato a mia figlia. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità”. – Hayden Panettiere

Intanto continuano gli accertamenti sulla morte dell’attrice. L’ufficio del coroner di Greenville ha completato l’autopsia lunedì, ma la causa della morte non è stata ancora resa nota e resta in attesa degli ulteriori risultati delle indagini. Hayden Panettiere avrebbe compiuto 37 anni pochi giorni dopo. E proprio mentre restano ancora molte domande sulle circostanze della sua scomparsa, una storia rimasta aperta per oltre dieci anni è tornata improvvisamente al centro dell’attenzione. Questa volta è stata Neutrogena a parlarne, riconoscendo pubblicamente che, quando Hayden aveva raccontato uno dei momenti più difficili della sua vita, avrebbe avuto bisogno di un sostegno che sentì di non ricevere.

Alberto Rossi

Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.