Un turista romano racconta le difficoltà incontrate da lui e dalla moglie per visitare il centro di Udine. Dopo un primo rifiuto, il permesso cartaceo è stato rilasciato
GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Un permesso negato, poi rilasciato dopo una lunga insistenza. È quanto racconta un turista romano in una segnalazione inviata al Comune di Udine e al comando della Polizia locale dopo aver cercato di visitare il capoluogo friulano insieme alla moglie, invalida al 100% e titolare di contrassegno europeo per persone con disabilità.
L’episodio, riferito al 22 luglio, arriva a pochi giorni dall’entrata in funzione delle telecamere ai varchi della Zona a traffico limitato. L’uomo, non disponendo delle credenziali Spid o Cie per completare la procedura online, si è rivolto telefonicamente al comando, ricevendo l’indicazione di presentarsi agli uffici di via Girardini per ottenere un permesso giornaliero.
Una volta allo sportello, però, il turista sostiene di essersi visto negare questa possibilità, con l’indicazione che l’unica procedura prevista fosse quella digitale. Solo dopo diverso tempo e grazie all’intervento di un’altra funzionaria è riuscito a ottenere l’agognato permesso.
Nella lettera il turista contesta quella che definisce un’eccessiva rigidità delle procedure e chiede che situazioni simili non si ripetano, affinché i diritti delle persone con disabilità siano garantiti anche in assenza degli strumenti di autenticazione digitale. “Udine è una città di buon fascino, ricca di arte e bellezza – scrivono nella missiva – non permetteremo che questo spiacevole incidente ne offuschi la bellezza”.
Palazzo d’Aronco ha preso atto della segnalazione con dispiacere e annunciato verifiche interne per chiarire quanto accaduto e rispondere direttamente al cittadino. Il Comune ricorda inoltre che alcuni accessi senza preventiva autorizzazione possono essere regolarizzati entro 72 ore dal transito, ma solo in casi specifici: trasporto di persone con disabilità, soggiorno in strutture ricettive per carico e scarico bagagli o comprovate emergenze medico-sanitarie, con la documentazione necessaria da inviare alla Polizia locale.
La vicenda non è l’unica lamentela emersa dal 14 luglio a oggi. Sui social, infatti, alcuni cittadini hanno segnalato difficoltà legate all’autenticazione digitale e alla privacy, come l’invio delle fotografie fronte e retro della carta di circolazione per autorizzare l’ingresso di un parente in visita in città.