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- No alla scarcerazione di Roggero: “Mancano le condizioni di necessità e urgenza”. Il procuratore Viola: “Giù i toni, va rasserenato il clima”
Il gioielliere Mario Roggero è detenuto nel carcere di Bollate per duplice omicidio. L’Ufficio di sorveglianza respinge la richiesta degli avvocati del gioielliere. La figlia Laura: “Vista la sua età, speriamo nella grazia o nei domiciliari”

Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour, prima di costituirsi in carcere a Bollate

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Cuneo – Il primo (e prevedibile) “no“ è arrivato. L’ufficio di sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di differimento della scarcerazione per Mario Roggero, detenuto a Bollate dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo nel 2021 nel cuneese. A firmare la decisione il magistrato di sorveglianza Elena Massucco, per la quale “non si ravvisa, né sono state indicate dalle difesa, le circostanza di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente, in questa sede”.
Gli atti vanno ora al Tribunale di Sorveglianza di Torino, che funge da appello per i provvedimenti dell’ufficio e decide sulle misure alternative alla detenzione, alla procura generale della Corte d’Appello di Torino e all’ufficio di sorveglianza di Milano. La difesa del gioielliere di Grinzane Cavour aveva chiesto il differimento della pena per la domanda di grazia considerata “pendente” davanti al Presidente della Repubblica, l’assenza del pericolo di reiterazione del reato e un “dovere di umanità nei confronti di un uomo ultrasettantenne”, per evitare che “l’espiazione inizi proprio mentre si valuta l’atto di clemenza”. “Non sarebbe un colpo di spugna”, aveva spiegato in mattinata il professor Sergio Novani, analista processuale del collegio.

Mario Roggero al suo arrivo nel carcere di Bollate a Milano, 17 luglio 2026 (Ansa)
Il magistrato di sorveglianza ha risposto che secondo la giurisprudenza della Cassazione “il differimento della pena in caso di presentazione della grazia sia applicabile solo nei casi in cui l’esecuzione non sia ancora iniziata” e non quando è “già in corso”. Ha anche evidenziato che il differimento “risulta funzionalmente destinato ad impedire, in caso di pene detentive brevi, la vanificazione di un eventuale provvedimento clemenziale, che potrebbe intervenire tardivamente”. Non il caso del gioielliere, quindi, per il quale ha parlato la figlia Laura: “Manteniamo la speranza che ci sia comunque una soluzione, che sia la concessione dei domiciliari o la grazia, anche tenuto conto della sua età”.

La moglie e la figlia di Roggero escono di casa per riaprire il negozio
Intanto il procuratore capo di Milano Marcello Viola ha chiesto di “abbassare i toni” e lasciare alla magistratura “il modo e il tempo di fare il suo lavoro”. Per Viola “bisogna rasserenare il clima, tornare ad un rapporto istituzionale che consenta di evitare gli eccessi”. Il procuratore, che ha parlato a margine di un’audizione in Parlamento, ha esortato il legislatore “a fare il suo compito”. La magistratura infatti “applica la norma per come è adesso. Se la politica dovesse modificarla, ne prenderemo atto e ragioneremo in maniera diversa”.
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