Bruciare tutto per mandare un messaggio. Bruciare tutto per ricostruire da zero. Molti ne sono convinti o se ne stanno convincendo: i cambiamenti, quelli veri, possono essere ottenuti solo con la violenza, perché "il potere non ascolta altro". Lo sostengono giornalisti, influencer e persino politici, anche se forse non possono dirlo così apertamente. C’è addirittura chi paragona le attuali manifestazioni di dissenso esplose in Europa alla presa della Bastiglia del 1789, mettendo sullo stesso piano un contesto di regime monarchico con quello di una democrazia a suffragio universale. Paradossale: loro cercavano di conquistare le libertà fondamentali e la rappresentanza politica, noi invece così facendo rischiamo di distruggerle.
Davvero risolviamo saccheggiando?
La polarizzazione è evidente: da una parte c’è chi sventola la bandiera della Corea del Nord o quella dell’URSS, dall’altra chi ne approfitta per rilanciare lo slogan della “remigrazione” e rendersi ridicolo con il saluto romano. Stiamo assistendo al cortocircuito di una società che si sta convincendo che per evolvere sia necessario tornare agli estremi, quelli da cui abbiamo fatto di tutto per allontanarci durante gli anni bui del '900.
Certo, i limiti intrinseci del capitalismo stanno contribuendo al concentramento del potere nelle mani di pochi, e ciò mina le basi del nostro sistema democratico. Dubito tuttavia che un problema strutturale come questo si possa affrontare saccheggiando il negozio di una multinazionale qualsiasi o imbrattando un monumento storico. Attirare l’attenzione su un tema non basta per risolverlo, bisogna anche convincere le persone a stare dalla tua parte. Siamo davvero sicuri che bruciare tutto aiuti in tal senso?
Gli errori e l'impulsività
I giovani fanno benissimo a essere arrabbiati, ma la rabbia e l’impulsività possono portare a commettere gravi errori. Bisogna stare attenti soprattutto a non farsi strumentalizzare da ideologie radicali. Gli influencer politici (ovvero coloro che lavorano con la politica, guardandosi bene dall'assumersi qualsivoglia responsabilità in tal senso) si stanno moltiplicando online e sono loro i veri burattinai di ciò che sta accadendo. Costoro non hanno alcun interesse nel reale cambiamento, perché prosperano nell'insoddisfazione generale. Campano di retorica spicciola e demagogia, contribuendo a indirizzare le sane energie del cambiamento verso vicoli ciechi, per poi dare la colpa all’ennesimo capro espiatorio.
Il “Metodo Mangione”
Il punto è che in un contesto come quello attuale, per ottenere un cambiamento non puoi usare la ghigliottina, con buona pace dei fan del “Metodo Mangione”. Non è una mera questione morale, è semplicemente un dato di fatto. Non esiste infatti un singolo responsabile della condizione sociale che stiamo attraversando: è il risultato di una profonda crisi culturale e valoriale. L'inadeguatezza dell'attuale classe politica, sia di destra che di sinistra, è la diretta espressione dell’ignoranza crescente e del conseguente egoismo umano che ne approfitta, fomentando la violenza. Ma non credete loro. Non è vero che “le vere rivoluzioni sono sempre violente”.
Al contrario, i veri cambiamenti sociali, quelli duraturi e sistemici, non originano dalla sola forza, ma richiedono prima di tutto una maturazione culturale. La forza può scacciare i re e i dittatori, ma non può, da sola, costruire una società migliore, soprattutto in un contesto come quello odierno