Elephants

Non cascate nel torto irreversibile della violenza

October 21, 2026

Raffaele Mantegazza* Care ragazzi e ragazzi, la grande trappola della violenza è scattata. E vi sta ghermendo con estrema velocità, come...

Raffaele Mantegazza* Care ragazzi e ragazzi, la grande trappola della violenza è scattata. E vi sta ghermendo con estrema velocità, come...

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Raffaele

Mantegazza*

Care ragazzi e ragazzi, la grande trappola della violenza è scattata. E vi sta ghermendo con estrema velocità, come tutto ormai è estremamente veloce nelle nostre e nelle vostre vite. È un abbraccio mortale, che vi travolge e vi fa probabilmente sentire forti, ma che in realtà vi trasforma in marionette; la vostra sacrosanta disobbedienza rischia di diventare un’obbedienza cieca a qualcosa di impersonale e di letale, all’idea della violenza come unica regolatrice dei conflitti. Io so che non siete così. Siete una generazione capace di straordinaria tenerezza, di incredibile solidarietà; e avete subito tanta, troppa violenza da noi adulti e dal folle sistema competitivo che vi abbiamo cucito addosso. Gli esempi che vi poniamo di fronte, dai femminicidi alle coltellate per un semaforo rosso, dalla situazione internazionale al nostro (sì, nostro, di noi adulti) modo di usare i social sono talmente orribili che viene da ridere quando ci indigniamo di fronte alla vostra violenza. Ma questa è la strada sbagliata; lo diceva già Pasolini ai ragazzi del Movimento, io lo dico molto più sommessamente a voi. Non cascateci: la violenza è una belva immonda, trascina tutto e tutti con sé, e ovviamente fa del male prima di tutto a voi alla vostra bellezza, alla vostra fragilità, alla vostra adolescenza. Siete una generazione piena di fantasia e di creatività. La violenza è per gli ottusi, per chi non ha pensiero critico o laterale, per chi non è capace di colorare delle tinte dell’arcobaleno un cassonetto dei rifiuti e allora lo brucia. Voi siete diversi, non fatevi travolgere, resistete alla violenza. Mostrate a questo nostro mondo adulto violentissimo e indecente che un’alternativa è possibile, fateci vedere cosa significa una vita buona e solidale, quella che noi non abbiamo saputo costruire per e con voi. Ragazze e ragazzi, avete ragione, ma non cascate nel torto irreversibile della violenza. Gridate, cantate, colorate le città, urlateci contro la vostra rabbia con i corpi, con le note e con i colori; ma davanti al gorgo della violenza, per favore, fermatevi. Prima che sia troppo tardi per tutti.

*docente di Scienze

pedagogiche Università Bicocca

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