Ha 52 anni e si è sposato quattro volte. Tutte, ci tiene a specificare, per amore. Ora, l'uomo vorrebbe celebrare un quinto matrimonio con una donna di Torino, ma non può farlo: il Comune di Roma non gli concede nei tempi necessari il divorzio breve dall'ultima moglie.
È riuscito, però, a trovare una soluzione: si sposerà solo in Chiesa, e non civilmente. Una situazione, la sua, che in Italia è unica: avrà infatti due mogli, una per lo Stato italiano e una per la Chiesa cattolica. E sarà anche la sua prima unione celebrata con rito religioso: prima, scrive il Corriere della Sera, credendo fortemente nel matrimonio cattolico e nella sua indissolubilità, aveva scelto il rito civile. La burocrazia, questa volta, è stata più forte.
Il divorzio (non molto) breve
Il primo matrimonio quando l'uomo aveva solo 18 anni, il 12 novembre 1992, e la fidanzata, una compagna di scuola, era rimasta incinta. Il secondo, 16 anni dopo, il 30 settembre 2006, con un'insegnante di Lettere, ma era finita perché nessuno dei due voleva trasferirsi nella città dell'altra. Poi il terzo, il 27 luglio 2012, con una libera professionista da cui ha avuto una figlia, oggi 12enne.
Il loro è stato il matrimonio più lungo, ma si sono allontanati dopo la nascita della bimba. L'uomo ci ha tenuto a specificare che è rimasto in ottimi rapporti con tutte le ex mogli, e che «l'amore può finire, ma non il rispetto ed il bene con una persona con la quale si è percorso un tratto della propria vita».L'ultimo matrimonio, il quarto, era arrivato il 23 settembre 2025 dopo tre mesi di fidanzamento, per esaudire il desiderio della donna. Ma la convivenza non si era rivelata come previsto e, giunti alla conclusione di non essere compatibili, dopo un mese si sono separati di fatto, inviando una PEC al Comune di Roma per avviare la procedura del «divorzio breve», per cui di norma, spiega Assogiustizia al Corriere, servirebbero sei mesi.
A giugno 2026, quando l'uomo decide di sposarsi ancora, non c'è nessuna novità, se non che, passati otto mesi dalla richiesta, arriva la convocazione dell'Ufficio separazioni e divorzi. Per il 7 luglio 2027. Il matrimonio con Luisa, torinese, di 50 anni, è previsto per il 4 ottobre 2026. Da qui, due soluzione: la prima è di fare una negoziazione assistita in Tribunale, perché altrimenti il 52enne non otterrebbe lo stato libero per sposarsi ancora con rito civile. Se il quinto matrimonio dovesse saltare, sarebbe possibile chiedere i danni al Comune. Intanto ha scelto di aggirare la burocrazia, evitando il reato di bigamia, sposandosi solo con rito canonico.
Ultimo aggiornamento: sabato 10 ottobre 2026, 18:19
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