Elephants

Nonna uccisa dal nipote, il ragazzo Alessandro Carminucci ai parenti qualche giorno prima dell'omicidio: «Sto male»

August 8, 2026

ALTINO Una comunità sconvolta, due famiglie distrutte e una tragedia che, nel giro di pochi minuti, ha cancellato una vita e contemporaneamente il futuro di un giovane fino a pochi mesi fa destinato a un brillante percorso accademico. È il dramma che si è consumato mercoledì sera dopo cena ad Altino, in contrada Briccioli, dove Gilda Di Giuseppe, 89 anni, è stata uccisa nella sua abitazione dal nipote Alessandro Carminucci, 26 anni, laureato in Ingegneria aerospaziale, rinchiuso da giovedì notte nel carcere di Villa Stanazzo con l'accusa di omicidio volontario. 
IL PUNTO DI RIFERIMENTO
In paese nessuno riesce a darsi una spiegazione per quel gesto figlio di un raptus. «Nonna e nipote erano inseparabili - ripetono parenti e amici. Un rapporto diventato ancora più forte dopo il 2019, quando Alessandro aveva perso la madre Stefania, figlia dell'anziana, morta a causa di un tumore. Da allora Gilda era diventata il suo punto di riferimento e lui non la lasciava mai. Anche in questi giorni in cui l’ha raggiunta da Roma ad Altino, dove l'89enne tornava ogni estate dopo essersi trasferita anni fa nella Capitale con le figlie. Il giovane era arrivato in paese il 31 luglio. Prima aveva fatto visita alla zia Mariella Carpineto, sorella della madre, a Londra. Amava viaggiare, studiare e conoscere nuove realtà. Lo scorso gennaio si era laureato e nelle prossime settimane avrebbe dovuto trasferirsi in Spagna per una specializzazione. «Una famiglia che non ha avuto e non ha problemi. Alessandro e la sorella hanno ricevuto dai genitori un’ottima educazione e i ragazzi sono cresciuti bene a Roma, ripagando i genitori con soddisfazioni in ambito scolastico», precisa Camillo Di Giuseppe, ex sindaco di Altino e cugino della madre di Alessandro, tra i primi ad arrivare mercoledì sera nella casa di Gilda. Quando i familiari sono arrivati sul posto, avvertiti da Londra da zia Mariella che Alessandro aveva raggiunto per telefono poco prima per dirle di aver commesso qualcosa di grave, hanno pensato a un incidente domestico. I rilievi eseguiti dai carabinieri hanno invece fatto emergere una realtà ben diversa. 
IL DISAGIO
Una vita in apparenza tranquilla quella di Alessandro, ma che nascondeva un disagio che solo alcuni familiari avevano iniziato a cogliere. Sabato scorso una parente lo aveva incontrato in paese. «Mi disse che stava male. Gli consigliai di farsi aiutare e lui mi rispose che a Roma era già seguito e che prendeva farmaci per riuscire a dormire, perché da tempo soffriva d'insonnia. Era provato, ma sempre il ragazzo educato e rispettoso che avevamo conosciuto – afferma un’altra nipote di Gilda - Doveva essere un agosto da trascorrere tutti insieme in paese e invece ci siamo ritrovati davanti a una tragedia che nessuno avrebbe mai immaginato». Tra gli aspetti che saranno approfonditi dagli inquirenti, oltre al movente, che resta al momento sconosciuto, scoprire se negli ultimi giorni fossero sorti motivi di conflittualità tra nonna e nipote. Così come sarà approfondito lo stato di salute del giovane al momento dei fatti. Alessandro, nella casa circondariale di Lanciano, continua la terapia prescrittagli. Le condizioni psichiche del 26enne potranno essere valutate soltanto attraverso gli accertamenti che saranno disposti dall'autorità giudiziaria, un punto sul quale si concentrerà anche la difesa, affidata all'avvocato Luigi Toppeta.
LE ARMI
Ieri, si è svolta l'autopsia sull'anziana condotta dall'anatomopatologa Sara Sablone nell'obitorio dell'ospedale di Pescara. L'esito dell'esame autoptico ha delineato i contorni di un delitto particolarmente violento. La consulente della Procura di Lanciano ha lavorato per ricostruire la dinamica dell'aggressione e avrebbe stabilito che la vittima è stata colpita ripetutamente al capo con due diversi attrezzi, un martello e un piccone da cantiere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA