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Il campione del mondo ritiene che nessuno si stia esprimendo ai suoi livelli, dentro e fuori dalla pista
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Pubblicato il 27 Agosto 2026 ore 08:00
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F1, Norris in modalità rimonta
Aver scritto il proprio nome nell’albo d’oro della F1 ha giovato enormemente a Lando Norris. Il campione del mondo sta offrendo prestazioni continue, scacciando quegli errori che rischiavano di costargli il titolo 2025; la crescita della McLaren gli ha permesso poi di vincere all’Hungaroring e a Zandvoort. E adesso, pur evitando proclami sulla conferma iridata, dimostra di aver acquisito una maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Una sicurezza alimentata dai progressi papaya e dal lavoro svolto dentro e fuori dalla pista.
Norris ritiene che la crescita della McLaren non dipenda soltanto dalla macchina aggiornata con il solito efficientissimo successo a Woking. Il britannico sottolinea il proprio contributo nella comprensione della vettura e nella capacità di correggere i punti deboli della propria guida, ritenendo che nel 2026 nessuno abbia svolto un lavoro migliore del suo.
Le parole di Norris
“So quanto buon lavoro sto facendo al volante. Di solito non sono uno che parla molto bene di se stesso, ma per una volta mi darei un po’ di credito: sento di stare facendo un lavoro migliore di tutti gli altri“, queste le parole di Norris dopo la bandiera a scacchi in Olanda.
“Abbiamo certamente una macchina capace di battere la Mercedes. Abbiamo una vettura molto simile alla W17 nel complesso, anche se loro sono più completi mentre noi siamo più competitivi con velocità alte. Ma il mio lavoro è uno dei motivi per cui alcuni ritengono che siamo la squadra da battere“, ha aggiunto.
La situazione nel Mondiale resta comunque complessa. Il brutto avvio di stagione condanna Norris a una rimonta difficile nei confronti di Kimi Antonelli, distante 83 punti. Proprio il 2025, tuttavia, può aiutare ancora una volta il campione del mondo: la rimonta di Max Verstappen era un compito più arduo rispetto a quello dell’inglese (-104 dal primo e -70 dal secondo a nove weekend dalla fine). Eppure svanì per soli due punti.