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Nuova rissa politica con l'influencer anti degrado: botte in campo San Bartolomeo, in ospedale militanti di Avs e del centro sociale Morion

September 13, 2026

VENEZIA - Attimi di paura, ieri, in campo San Bortolo. Al grido all’unisono del gruppo veneziano «siamo tutti antifascisti», verso le 14 è andata in scena un’aggressione messa in atto da un gruppo di influencer ritenuti di estrema destra, venuti da fuori città, ai danni di una decina di persone di Alleanza Verdi e Sinistra – tra i quali Giovanni Fassioli, consigliere della Municipalità di Venezia, Murano, Burano – e laboratorio occupato Morion, che stavano caricando strumenti e attrezzature in barca per un concerto a San Francesco della Vigna. 
 

I blogger

Venezia ancora una volta, nel giro di poche settimane, ha fatto da sfondo alle azioni provocatorie di influencer in cerca di like. Dopo Simone Carabella (che ha ricevuto un Daspo), andato al parco Piraghetto addentando un panino alla mortadella davanti ad un folto gruppo di musulmani in preghiera, e dopo Mervin Hunter, “armato” di bomboletta spray per marchiare i borseggiatori, ieri è stata la volta di JollyTime, nigeriano, in Laguna con altri influencer – una dozzina – “a caccia” di pickpocket, conosciuto per le sue operazioni social “anti-degrado” e per il suo battersi a favore della remigrazione.

L’altro giorno aveva raggiunto la Bolognina con quelli che la rete “Bolognina antifascista”, in un post, aveva descritto come “dieci fascisti olandesi”. Con lui, ieri, c’era anche Tom van den Heuvel, blogger olandese e creatore del canale “Dutch Travel Maniac”, noto per i suoi contenuti social sul degrado urbano nelle città europee. 


Se da un lato le “vittime” raccontano di aver subìto calci e pugni violenti, dall’altro JollyTime si giustifica dicendo come quanto accaduto sia stata una reazione a cori, spinte verso di lui e il gruppo con cui era in città e utilizzo di spray al peperoncino. «Li abbiamo visti passare e abbiamo notato JollyTime», riferisce Federica Toninello, del Morion, che sta bene. 
 

I fatti

Cori partiti dal suo gruppo verso quello opposto, nonché una t-shirt antifascista indossata da un amico di lei, hanno fatto innescare la miccia. «Hanno iniziato ad alzare le mani – racconta – con pugni e calci durati 3-4 minuti. Anche alle ragazze. Hanno utilizzato pure lo spray al peperoncino. Nessuno è intervenuto per placare la violenza, se non una giovane di passaggio che ha gridato loro di andarsene».

 
Tra gli aggressori non c’era JollyTime. «Queste persone fanno arti marziali. Alcuni di noi sono dovuti andare al pronto soccorso. Varie le contusioni: chi con la faccia gonfia e chi, come Giovanni (Fassioli, sotto choc, ndr), con un taglio profondo sul sopracciglio. Un ragazzo invece andrà a fare le radiografie al braccio, per sospetta frattura. Nessuna denuncia per ora, ma procederemo».

JollyTime fornisce la sua versione dei fatti, spiegando di non aver mai alzato le mani verso nessuno e di essersi ritrovato spintonato dal fronte opposto. «“Cosa faccio di male?”, ho cominciato a dire. “Siete voi, comunisti, che non volete bene alla vostra città”. Io ero davanti, gli altri del mio gruppo dietro, venuti in aiuto. Continuavo a dire – afferma – che non era quello il modo di comportarsi, che non era la soluzione. Non siamo criminali».

Indetta dal Morion, per sabato prossimo, una manifestazione per denunciare l’accaduto. Mentre Sebastiano Bergamaschi, del Rivolta e amico di “Jack”, ucciso nel 2024 a Mestre nel tentativo di salvare una donna da un rapinatore, spiega che la cena in suo ricordo in programma il 19 settembre è stata fatta slittare al 22. «Dopo la provocazione di Carabella, altri influencer di estrema destra hanno lanciato un presidio al Piraghetto proprio per quel giorno. Non vogliamo – dice lui – ci sia spazio per chiunque voglia alimentare questo clima d’odio. Saremo lì già all’ora di pranzo, per far sì che non vi siano incursioni». 
 

Il sindaco e i commenti

Il sindaco Simone Venturini ha detto di essere in costante contatto con prefetto e questura per ricostruire la dinamica dei fatti e ha espresso una ferma condanna per gli atti di violenza. «In questa città – ha puntualizzato – non c’è spazio per chi ricorre alla violenza o usa i social per alimentare tensioni e odio». 


«Un episodio gravissimo – il commento della consigliera comunale Marta Battistella (Alleanza Verdi e Sinistra) – che non può essere derubricato a una semplice rissa o a un episodio isolato. Non possiamo accettare che la città, in pieno giorno, possa diventare teatro di violenze fasciste, di aggressioni in branco e di intimidazioni senza motivazione. Quanto accaduto è anche il risultato di un clima che negli ultimi anni ha lasciato troppo spazio all’intolleranza e al razzismo».

Solidarietà è arrivata anche dalla consigliera regionale Monica Sambo (Pd). «Venezia e Mestre – le sue parole – sono diventate ormai terra di conquista per agitatori da social che speculano sulle tensioni e alimentano un’ideologia dell’odio che sfocia in aperta violenza fisica. L’odio e il neofascismo non possono trovare alcun margine di tolleranza nel nostro territorio».