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Nuove regole per gli Autovelox da Luglio: se hai preso una multa leggi bene prima di pagare - Webnews

July 14, 2026

Il decreto autovelox, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 luglio 2026, entra in vigore dal 12 luglio in tutta Italia. L’obiettivo è mettere ordine su omologazione, multe e ricorsi, dopo anni di incertezze tra Comuni, automobilisti e tribunali.

Il provvedimento arriva proprio alla vigilia delle partenze estive e chiarisce quali apparecchi possono continuare a rilevare la velocità e quali, invece, devono essere spenti. Ma la partita non è chiusa. Nelle prime letture del testo, diversi giuristi invitano alla prudenza: una cosa sono gli autovelox davvero omologati, un’altra quelli che il decreto considera tali. E alcuni verbali, avvertono, possono ancora essere contestati.

Autovelox validi dal 12 luglio: 850 dispositivi devono essere spenti

Dal 12 luglio 2026 il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica 3.150 autovelox utilizzabili, tra apparecchi omologati e dispositivi ricondotti a modelli già approvati con precedenti decreti dirigenziali. Nell’elenco compaiono, tra gli altri, Tutor 3.0, Vergilius Plus, Velocar Red&Speed Evo, Celeritas MVD e altri sistemi approvati negli ultimi anni. Per chi guida, il punto è chiaro solo fino a un certo punto: se l’infrazione è stata rilevata da uno degli apparecchi compresi nel decreto, contestare la multa su quel profilo diventa più difficile.

Restano invece fuori 850 dispositivi, che il provvedimento impone di disattivare dalla data di entrata in vigore. È qui che si concentrano molte verifiche, soprattutto nei Comuni più piccoli, dove gli impianti sono spesso piazzati da anni su provinciali e tangenziali. «Stiamo verificando modello per modello», ha spiegato un tecnico comunale citato da alcune amministrazioni locali. I tempi sono stretti. E agli sportelli, la confusione non manca.

Omologazione, approvazione e tarature: perché i ricorsi non spariscono

Il nodo vero resta la differenza tra omologazione e approvazione. Due parole che per anni sono state trattate quasi come equivalenti dalla pubblica amministrazione, ma che la Corte di Cassazione ha distinto in più sentenze. Il Codice della strada chiede l’omologazione degli apparecchi usati per controllare la velocità. Finora, però, mancava una procedura chiara e uguale per tutti. Il nuovo decreto prova a chiudere quel vuoto, ma lo fa anche stabilendo che alcuni dispositivi “si intendono omologati”. Ed è proprio questa formula a poter aprire nuovi fronti.

Autovelox con copertura scura a bordo strada, con tecnico in gilet alta visibilità e agente di polizia vicino

Controllo su un autovelox a bordo strada: cosa verificare su multe e dispositivi dopo le nuove regole.

Un avvocato specializzato in sanzioni stradali ha osservato che «la formula scelta dal ministero non cancella automaticamente tutte le obiezioni già sollevate nei ricorsi». Il testo introduce anche una tripla taratura: sul prototipo, prima dell’installazione e poi con controllo annuale. Sono previste inoltre verifiche periodiche di funzionalità, con documenti che si possono chiedere tramite accesso agli atti. Un passaggio importante, perché sposta l’attenzione dal principio generale al singolo apparecchio: come è stato installato, quando è stato controllato, con quali certificati.

Multe autovelox dopo il decreto: cosa controllare prima di pagare

Chi riceve una multa autovelox dopo il 12 luglio farebbe bene a leggere il verbale con attenzione prima di pagare. I primi elementi da controllare sono almeno tre: il modello del dispositivo, il punto esatto in cui è avvenuto l’accertamento e i riferimenti alla taratura periodica. Se l’apparecchio rientra tra gli 850 autovelox da spegnere, la contestazione può avere basi più solide, sempre tenendo conto di date, orari e documenti disponibili. Se invece il dispositivo è tra quelli indicati dal decreto, il ricorso resta possibile, ma deve poggiare su altri aspetti: segnaletica poco visibile, mancata autorizzazione del tratto, errori nel verbale, assenza o irregolarità dei certificati di verifica.

Conta anche capire se il rilevamento sia avvenuto prima o dopo l’entrata in vigore delle nuove regole, perché le sanzioni già notificate seguiranno strade diverse a seconda della fase del procedimento. In caso di importi pesanti o perdita di punti, il consiglio è chiedere gli atti all’ente accertatore prima di decidere tra pagamento ridotto e ricorso al prefetto o al giudice di pace. Pagare subito chiude la vicenda. Contestare, invece, richiede carte alla mano.