
OltreGusto e Terra di Pinot Nero si incontrano
di Gianfranco Laforgia
C’è un momento, nei territori del vino, in cui non basta più raccontare ciò che c’è nel bicchiere. Serve mettere insieme vigne e cucine, produttori e ristoratori, prodotti agricoli e persone. È su questa strada che si muove OltreGusto Oltrepò – Terra di Pinot Nero, in programma a Voghera il 7 e l’8 settembre 2026.
L’appuntamento nasce dall’unione di due esperienze: da una parte la sesta edizione dell’evento del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese dedicato al Metodo Classico DOCG e al Pinot Nero DOC, dall’altra la seconda edizione di OltreGusto, nata per riunire ristorazione, prodotti locali ed eccellenze gastronomiche.
Un matrimonio interessante soprattutto perché restituisce al vino il suo contesto naturale: la tavola.
E perché prova a raccontare l’Oltrepò Pavese non attraverso un singolo prodotto, ma come territorio gastronomico nel suo complesso. Trentadue cantine e oltre cento vini Si comincia lunedì 7 settembre dal Teatro Valentino Garavani di Voghera, dove dopo i saluti istituzionali è prevista una masterclass con Alessandro Masnaghetti.

OltreGusto e Terra di Pinot Nero si incontrano
Al centro dell’incontro il lavoro di studio e mappatura realizzato sul territorio dell’Oltrepò Pavese, con le relative rappresentazioni cartografiche in due e tre dimensioni.
Successivamente l’evento si sposterà nel giardino dell’Istituto Gallini di Voghera, scuola agraria attiva dal 1894.
Qui, dalle 11 alle 17, 32 aziende presenteranno a stampa e operatori più di cento etichette tra Classese, Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese DOCG e Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC.
Ci saranno Alessio Brandolini, Bosco Longhino, Bruno Verdi, Cà del Gé, Calatroni, Castello di Cigognola, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Giorgi, Monsupello, Montelio, Oltrenero, Tenuta Frecciarossa, Tenuta Mazzolino, Tenuta Travaglino e molte altre realtà che negli ultimi anni hanno contribuito a definire il profilo vitivinicolo della zona.
Sono previste anche due sessioni di degustazione alla cieca dedicate ai blanc de noirs e ai rosé de noir oltrepadani.
Il Pinot Nero, dunque, non è semplicemente uno dei vini presenti alla manifestazione: è il centro concettuale intorno al quale viene costruita buona parte del racconto.
La sera l’Oltrepò cambia tavola
Alle 19 comincia OltreGusto. E il vino entra definitivamente in dialogo con la cucina.
Per ognuna delle due serate, fino alle 24, il pubblico potrà assaggiare le proposte di nove ristoranti del territorio, accompagnandole con cinque degustazioni di vino.
Il 7 settembre ci saranno Dama, La Cave Cantù, Rimulas, Selvatico, Borgo dei Gatti, La Locanda dei Beccaria, La Stazione di Salice, Gazebo Pizzeria Artigianale e Iria.
L’8 settembre sarà il turno di Villa Naj, Ad Astra, Bazzini, Buscone, Novanta, Osteria del Campanile, Prato Gaio, Al Desco ed El Teresito.
Ristoranti, pizzeria e pasticceria: una scelta che fotografa la tavola senza rinchiuderla nella sola alta cucina.
A questa presenza territoriale si aggiungono gli chef invitati per gli showcooking. La prima serata vedrà protagonisti Salvatore Morello, Roberto Di Pinto, Michele Cobuzzi, Andrea De Lillo, Giacomo Devoto, Tim Goelstejin, Mattia Casabianca, Gaia Castelnovo e Tommaso Foglia.
Martedì arriveranno invece Felice Lo Basso, Nino Ferreri, Giuseppe Biuso, Nicolò Rotella, Gian Marco Bianchi, Giacomo Sacchetto, Domenico Giove, Ilaria Caneva e Roberto Rinaldini.
Gli chef prepareranno le proprie creazioni davanti al pubblico e gli assaggi saranno poi serviti in versione finger food.
Dal Salame di Varzi alla Cipolla dorata di Voghera
Ma sarebbe riduttivo leggere OltreGusto soltanto attraverso i nomi degli chef.
Una parte significativa del progetto riguarda infatti i prodotti.
Tra le presenze legate all’Oltrepò ci sono il Consorzio di Tutela del Salame di Varzi DOP, realtà agricole e artigianali, olio, pane, frutta e distillati.
Particolarmente significativa la presenza dei Presìdi e dell’Arca del Gusto Slow Food con due prodotti che riportano direttamente a Voghera: il Peperone di Voghera e la Cipolla dorata di Voghera.

OltreGusto e Terra di Pinot Nero si incontrano
Sono dettagli tutt’altro che secondari.
Perché se l’obiettivo è trasformare un evento gastronomico in uno strumento di valorizzazione territoriale, il racconto deve necessariamente partire dalle materie prime e da chi continua a produrle.
Un territorio che prova a raccontarsi come sistema
La vera sfida di OltreGusto Oltrepò – Terra di Pinot Nero è probabilmente qui.
L’Oltrepò Pavese è storicamente un territorio del vino e il Pinot Nero ne rappresenta una delle espressioni più riconoscibili. Ma intorno alle vigne esistono ristoranti, prodotti, artigiani e una cultura della tavola che possono diventare parte dello stesso racconto.
Metterli insieme significa provare a passare dalla promozione di una denominazione alla costruzione di una destinazione gastronomica.
Non è un processo che si realizza con una manifestazione di due giorni. Ma manifestazioni come questa possono contribuire a creare connessioni, far incontrare mondi che spesso comunicano separatamente e soprattutto attirare l’attenzione su ciò che esiste oltre la bottiglia.
Il 7 e 8 settembre a Voghera, quindi, si berrà molto Pinot Nero e si mangerà molto.
Ma il tema più interessante sarà capire quale Oltrepò emergerà quando vino, cucina e territorio proveranno finalmente a parlare con una voce comune.