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Omicidio Mameli, il processo per la tragedia di Carnevale  - L'Unione Sarda.it

July 22, 2026

Corte d’assise.

23 luglio 2026 alle 00:48

Liti che culminano con delle coltellate e che spengono le vite di ragazzi ancora giovanissimi. Era già accaduto due anni fa a carnevale, quando le strade di Bari Sardo si macchiarono del sangue di Marco Mameli, 22 anni di Ilbono, ucciso la sera del primo marzo 2024. Per quell’omicidio si sta celebrando davanti alla Corte d'assise di Cagliari il dibattimento nei confronti di Giampaolo Migali, 28 anni di Girasole, accusato di aver ucciso per futili motivi e arrestato sei mesi dopo il delitto.

Alla prima udienza, la Corte presieduta dalla giudice Lucia Perra (a latere Roberto Cau) ha permesso ai familiari della vittima di restare in aula. Presenti il padre Andrea Mameli, la madre Simonetta Campus e la sorella Laura, circondati da amici e parenti. Nessuno invece era arrivato dall'Ogliastra per l'imputato, difeso dalle avvocate Francesca Ferrai e Maria Leonida Cadoni. A rappresentare l’accusa ci sono la Procuratrice di Lanusei, Paola Dal Monte, e la pm Giovanna Morra, mentre i familiari del 22enne sono assistiti dai legali Gianluigi Mastio e Giampaolo Pilia.

Il dibattimento vero e proprio si è aperto con la deposizione del vicequestore Fabio Di Lella, dirigente della Squadra Mobile di Nuoro, che ha ricostruito le fasi dell'inchiesta. In aula è stato proiettato un video con i momenti concitati della lite, senza mostrare con chiarezza le coltellate, avvenute fuori dall'inquadratura. Prima di colpire mortalmente Mameli, secondo l'accusa, Migali avrebbe ferito un altro giovane di Ilbono, Andrea Contu, 27 anni: fu lo stesso imputato, il giorno dopo, a recarsi in Questura autodenunciandosi per quel ferimento, pur negando sempre l'omicidio. Nelle udienze più recenti, invece, sono stati sentiti i medici legali Danilo Fois e Michela Laurenzo, che hanno riscontrato «perfetta compatibilità», ma non certezza assoluta, tra le ferite e il coltello recuperato giorni dopo il delitto: tre coltellate rapide a fegato, costato e cuore. Confermato che la vittima avesse in tasca un coltello mai estratto. Il processo proseguirà a settembre con l'audizione dei giovani delle comitive presenti quella sera in strada, testimoni diretti del litigio sfociato in tragedia.

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